Due anni di guerra hanno trasformato Gaza in molte aree e, con l'entrata in vigore di un accordo di cessate il fuoco, sono tornati l'attenzione e le domande sulla ricostruzione. L'edizione araba di SciDev.Net ha documentato, a partire da ottobre 2023, sia la distruzione sia gli sforzi locali per adattarsi e ricostruire, mettendo in luce aspetti ambientali, sanitari e di sviluppo.
I primi reportage hanno descritto un collasso umanitario: interruzione di acqua, elettricità e carburante e punti di accesso chiusi per i camion di aiuto. Famiglie dormivano nei cortili degli ospedali senza acqua o corrente, e più di 2 milioni di residenti sono rimasti privi dei beni più fondamentali. In questa emergenza è nata ingegnosità locale: riuso di pannelli solari e batterie, conversione della plastica in combustibile con rischi ambientali e sanitari, e progetti di desalinizzazione su piccola scala guidati da ingegneri come Adi Al-Daghma.
L'agricoltura è stata colpita molto presto: dopo due mesi dall'inizio della guerra le immagini satellitari mostravano terreni incolti, suolo rimosso e erosione, e oltre 50,000 agricoltori hanno perso i mezzi di sussistenza. Gli esperti hanno avvertito che il recupero del suolo potrebbe richiedere "cinque-sei sette anni" con aiuti internazionali. Il giovane ingegnere Yousef Abu Rabie, che aveva lavorato sul recupero dei semi e sul suolo artificiale, è stato ucciso in un bombardamento nell'ottobre 2024; nel frattempo la Palestinian Union of Agricultural Work Committees ha inviato campioni di semi al Svalbard Global Seed Vault in Norvegia per metterli al sicuro.
I servizi sanitari sono collassati sotto i bombardamenti, con ospedali danneggiati, scarichi che inondavano aree di sfollati e focolai di hepatitis A e diarree. L'ONU ha classificato la situazione come una carestia, con più di mezzo milione di persone a rischio di fame. I crolli nell'istruzione e nella ricerca sono stati rilevanti: più del 90 per cento delle scuole è stato danneggiato o distrutto, oltre 625,000 studenti hanno visto l'apprendimento interrotto e più di 100 membri universitari senior sono stati uccisi. SciDev.Net ha inoltre riportato l'uso dell'intelligenza artificiale per identificare obiettivi, e gli esperti temono che il mirare a strutture scientifiche e digitali porti all'erosione delle capacità locali.
Nonostante le perdite, studenti e ricercatori continuano a lavorare in tende e rifugi, spesso senza elettricità o internet. Iniziative di solidarietà esterne, come il progetto Mothers of Hind avviato da Abeer Pharaon nel Regno Unito, cercano di sostenere gli studenti e ricollegare università isolate. Con il cessate il fuoco, l'attenzione ora si sposta sulla distribuzione degli aiuti, sulla ricostruzione e sul modo in cui scienza, creatività e determinazione possano aiutare a ricostruire vite.
Parole difficili
- ricostruzione — lavoro per rimettere in piedi edifici e servizi
- ingegnosità — capacità di trovare soluzioni pratiche e nuove
- desalinizzazione — rimozione del sale dall'acqua di mare
- erosione — perdita o degradazione del suolo per acqua o vento
- sussistenza — risorse e attività per procurare il sostentamento
- carestia — grave mancanza di cibo per molte persone
- riuso — uso nuovo di materiali o oggetti già usati
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Domande di discussione
- Quali vantaggi e rischi vedi nelle soluzioni locali descritte (riuso, conversione della plastica, desalinizzazione)?
- In che modo la perdita di università e infrastrutture scientifiche può influire sulla ricostruzione a lungo termine?
- Quali priorità dovrebbero avere secondo te la distribuzione degli aiuti e la ricostruzione immediata, basandoti su quanto riportato?
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