L'Africa punta a produrre più vaccini entro il 2040CEFR B2
1 ago 2025
Adattato da Guest Contributor, Global Voices • CC BY 3.0
Foto di Towfiqu barbhuiya, Unsplash
L'Unione Africana ha fissato l'obiettivo di aumentare sostanzialmente la produzione locale di vaccini entro il 2040, dopo aver visto la vulnerabilità evidenziata dalla pandemia di COVID-19. Africa CDC è stato incaricato nell'aprile 2021 di elaborare un piano operativo. Nel 2022 è nata la Partnership for Africa Vaccine Manufacturing, rinominata nel febbraio 2024 Platform for Harmonised African Health Products Manufacturing (PHAHM), con un mandato più ampio che comprende anche contromisure mediche. Il direttore generale di Africa CDC ha definito la produzione locale come «la seconda indipendenza dell'Africa».
Uno studio sul panorama produttivo ha contato 25 progetti vaccinali in tre fasi: cinque progetti con impianti a scala commerciale e trasferimenti tecnologici firmati o in corso; cinque con impianti ma senza trasferimenti finora; e 15 in fase di sviluppo iniziale. L'indagine African Manufacturing Landscape ha rilevato 574 produttori di prodotti per la salute: circa il 40 percento si occupa solo di confezionamento ed etichettatura, un altro 40 percento fa "fill-and-finish" e cinque imprese locali svolgono piccole produzioni di principio attivo con limitata R&S.
I dati di domanda e offerta rafforzano la spinta: l'Africa rappresenta circa il 16 percento della popolazione mondiale, sopporta il 25 percento del carico globale di malattie e oltre il 50 percento delle malattie infettive. Meno dell'1 percento dei vaccini necessari è prodotto localmente; il continente importa il 99 percento e sette vaccinazioni su dieci arrivano come donazioni di GAVI. La domanda di dosi è prevista salire notevolmente nei prossimi anni.
Partner internazionali come World Bank, African Development Bank, European Investment Bank e AfreximBank hanno garantito investimenti, e GAVI ha offerto supporto in linea di principio. L'UE ha lanciato il 20 giugno 2024 un progetto da USD 1.1 miliardi per accelerare la produzione. Gli esperti sottolineano però le grandi sfide: la produzione vaccinale è ad alto rischio finanziario, i sistemi regolatori vanno rafforzati e la proprietà intellettuale resta una barriera. Successo dipenderà da domanda prevedibile, acquisti da parte degli Stati membri dell'UA, coordinamento continentale e uso dell'AfCFTA per armonizzare gli scambi.
Parole difficili
- vulnerabilità — facile esposizione a danni o problemi
- elaborare — progettare o preparare con cura piani
- mandato — incarico formale con obiettivi precisi
- trasferimento tecnologico — passaggio di metodi e conoscenze tecnichetrasferimenti tecnologici
- confezionamento — processo di imballare prodotti per la vendita
- proprietà intellettuale — diritti legali su invenzioni e idee
- armonizzare — rendere uniforme regole o pratiche diverse
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Quali, secondo l'articolo, sono le principali sfide per sviluppare la produzione vaccinale locale in Africa? Spiega con riferimenti al testo.
- In che modo l'uso dell'AfCFTA per armonizzare gli scambi potrebbe favorire la produzione locale di vaccini?
- Quali politiche o azioni potrebbero rendere la domanda di vaccini più prevedibile, secondo i problemi indicati nell'articolo?
Articoli correlati
Vaccino sperimentale contro la febbre di Crimea‑Congo mostra protezione
Un nuovo studio su un vaccino sperimentale contro la febbre di Crimea‑Congo mostra risultati promettenti nei topi: anticorpi durano fino a 18 mesi e un richiamo aumenta la protezione. Ora si punta alla produzione GMP.
Grave epidemia di colera in Sudan durante la stagione delle piogge
Un focolaio di colera iniziato a July 2024 si è diffuso in tutto il Sudan con oltre 105,000 casi e più di 2,600 decessi. Le piogge, i danni ai servizi e gli spostamenti di popolazione rischiano di peggiorare la situazione.
La fibra di frumento protegge i topi dall'infiammazione intestinale
Due studi mostrano che la fibra di frumento, presente nei cereali integrali, viene trasformata dai batteri intestinali in sostanze antinfiammatorie che proteggono i topi. Gli autori suggeriscono che scegliere prodotti integrali potrebbe ridurre il rischio di IBD.
La dieta tradizionale africana riduce l'infiammazione
Uno studio condotto nei Paesi Bassi e in Tanzania trova che una dieta tradizionale africana può ridurre l'infiammazione in poche settimane, mentre una dieta occidentale aumenta l'infiammazione e indebolisce la risposta immunitaria.