Le immunoterapie con cellule T insegnano al sistema immunitario a riconoscere e attaccare cellule tumorali. Negli ultimi dieci anni questi trattamenti hanno ottenuto risultati importanti, ma al momento funzionano soltanto per alcuni sottotipi di cancro, e i ricercatori cercano di capire perché.
Un team della The Rockefeller University, guidato dal Laboratory of Molecular Electron Microscopy di Thomas Walz e con primo autore Ryan Notti, ha studiato il recettore delle cellule T con criomicroscopia elettronica. Il lavoro, pubblicato su Nature Communications, ha ricostruito il complesso proteico inserendolo in nanodischi e in una miscela lipidica simile alla membrana nativa. Assemblare correttamente tutti e otto i componenti nel nanodisco è stato impegnativo.
Gli scienziati hanno trovato il recettore in uno stato chiuso e compatto a riposo; quando incontra una molecola che presenta antigeni, si apre ed estende come una molla. Questo spiega perché studi precedenti, che usavano detergenti, vedevano il recettore già aperto. La nuova visione strutturale potrebbe aiutare a perfezionare e a estendere le terapie con cellule T, ad esempio modificando la sensibilità del recettore o le soglie di attivazione.
Parole difficili
- immunoterapia — trattamento che usa il sistema immunitario contro tumoriimmunoterapie
- recettore — proteina della cellula che riconosce segnali esterni
- criomicroscopia elettronica — tecnica che osserva strutture a molto bassa temperatura
- nanodisco — piccolo supporto artificiale per membrane cellularinanodischi
- miscela lipidica — combinazione di lipidi simile alla membrana cellulare
- assemblare — mettere insieme parti per formare un complesso
- antigene — sostanza riconosciuta dal sistema immunitarioantigeni
- attivazione — processo che avvia la funzione di una cellula
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Domande di discussione
- Perché è importante studiare il recettore in una miscela lipidica simile alla membrana nativa?
- Come potrebbe questa nuova visione strutturale aiutare le terapie con cellule T?
- Quali problemi pratici pensi incontrino i ricercatori quando assemblano tutti e otto i componenti nel nanodisco?
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