Un gruppo di ricerca dell'Università di Zurigo, guidato dal dottorando Luca Morf e dalla professoressa Ravit Helled, ha sviluppato un nuovo metodo di simulazione per studiare l'interno di Urano e Nettuno.
I ricercatori hanno combinato modelli basati sulla fisica con approcci empirici. Partono da un profilo di densità casuale, calcolano il campo gravitazionale che corrisponde ai dati osservativi e deducono una possibile composizione. Ripetono il ciclo molte volte per trovare i modelli migliori.
I risultati indicano che l'interno dei due pianeti non deve per forza essere dominato dal ghiaccio (spesso inteso come acqua). Lo studio propone anche spiegazioni per i campi magnetici non dipolari e sottolinea l'incertezza sui materiali a pressioni estreme; servono missioni dedicate.
Parole difficili
- simulazione — esperimento al computer per studiare una situazione
- densità — quantità di massa per unità di volume
- campo gravitazionale — forza di attrazione dovuta alla massa
- composizione — insieme delle sostanze che formano qualcosa
- ghiaccio — acqua solida a bassa temperatura
- incertezza — mancanza di informazione precisa o sicura
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Ti interessa l'idea di studiare l'interno dei pianeti con simulazioni? Perché?
- Secondo te perché gli autori dicono che servono missioni dedicate?
- Hai mai sentito parlare di Urano o Nettuno prima? Cosa sai di questi pianeti?
Articoli correlati
Come il toporagno riduce il cervello per l'inverno
Due studi spiegano come il toporagno comune eurasiatico (Sorex araneus) riduca il cervello e altri organi in inverno per risparmiare energia. I lavori collegano cambiamenti genetici e riarrangiamenti cromosomici a questo fenomeno stagionale.
Mini‑Nettuni: forse superfici solide sotto atmosfere pesanti
Uno studio guidato da Eliza Kempton (University of Chicago) rivede l'idea che molti mini‑Nettuni siano mondi di lava. Dati del James Webb su GJ 1214 b e simulazioni mostrano che atmosfere pesanti possono mantenere superfici solide.
Cellule piccole aiutano le mangrovie a resistere al sale
Una ricerca su mangrovie mostra che cellule più piccole e pareti cellulari più spesse aiutano le piante a tollerare inondazioni di acqua salata. Lo studio, pubblicato su Current Biology, analizza l'evoluzione di questi tratti.