Nel 1995 due scienziati scoprirono un pianeta al di fuori del nostro sistema solare che orbitava attorno a una stella simile al Sole; quella scoperta aprì un nuovo campo di ricerca e contribuì in parte al Premio Nobel per la Fisica del 2019. Da allora i ricercatori hanno individuato più di 4.000 esopianeti e alcuni di questi sono simili alla Terra, quindi potrebbero avere il potenziale per ospitare forme di vita.
Negli ultimi dieci anni gli astronomi si sono concentrati sulla ricerca di tracce di vita semplice, chiamate biosignature. Una biosignature può essere una sostanza chimica, un modello o un altro segno che indica attività biologica, ma trovare prove affidabili nello spazio resta difficile e rappresenta un importante obiettivo di ricerca.
Un altro filone studia la possibilità di vita intelligente e tecnologica. Le tracce di tecnologia sono dette tecnosignature e potrebbero essere più facilmente rilevabili. Una sovvenzione della NASA sostiene il lavoro dell'astrofisico Adam Frank per definire come potrebbero apparire queste tracce e come osservarle a distanze interstellari. I ricercatori confrontano le prove prodotte dalla vita semplice e quelle prodotte da civiltà tecnologiche. L'Università di Rochester ha fornito il materiale di base e Adam Frank discute il tema in un video; Futurity ha pubblicato il post relativo.
Parole difficili
- esistenza — Essere o esistere di qualcosa.
- ricerca — Attività per trovare informazioni o scoprire qualcosa.
- tecnologia — Conoscenza e strumenti per creare macchine e sistemi.
- biosignature — Indicatori di vita biologica su un pianeta.
- technosignature — Segnali di una civiltà tecnologica.
- segni — Indicatori o simboli di qualcosa.
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Domande di discussione
- Quali sono le implicazioni della scoperta di segni di vita nell'universo?
- Come potrebbero i tecnosignali cambiare la nostra comprensione della vita?
- Perché è importante scoprire esopianeti simili alla Terra?
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