Una nuova analisi dei dati della missione Cassini, avviata nel 1997 e durata quasi venti anni, propone che Titano non abbia un unico oceano interno profondo. Cassini ha raccolto misure dettagliate su Saturno e sulle sue 274 lune; Titano è l'unico mondo oltre la Terra con liquidi in superficie, ma quei liquidi sono metano e le temperature superficiali sono molto basse (circa -297 gradi Fahrenheit).
Un lavoro del 2008 aveva interpretato la deformazione di Titano come prova di un oceano interno. Il nuovo studio, pubblicato su Nature e guidato dalla NASA con la collaborazione di Baptiste Journaux e Ula Jones, ha riesaminato quelle misure. I ricercatori hanno misurato un ritardo nella deformazione rispetto all'attrazione di Saturno monitorando la frequenza delle onde radio di Cassini durante i sorvoli.
Il ritardo e la forte dissipazione di energia sono maggiori di quanto ci si aspetterebbe da un oceano globale; questi risultati risultano più coerenti con uno strato vischioso e melmoso, pieno di tunnel e tasche d'acqua vicino a un nucleo roccioso. Il modello modifica le idee sull'abitabilità, perché alcune tasche potrebbero essere relativamente calde e ricche di nutrienti. La missione Dragonfly potrà mettere alla prova queste ipotesi.
Parole difficili
- deformazione — cambiamento nella forma di un corpo
- dissipazione — perdita o trasformazione dell'energia in calore
- vischioso — che è denso e scivoloso, simile al fango
- tasca — piccola cavità che può contenere liquiditasche, tasche d'acqua
- nucleo — parte centrale e solida di un pianeta
- abitabilità — possibilità che un ambiente supporti la vita
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Domande di discussione
- Come cambia la tua idea di Titano sapere che potrebbe avere tasche d'acqua invece di un oceano unico?
- Quali misure concrete dovrebbe fare la missione Dragonfly per verificare la presenza di tasche d'acqua?
- Pensi che tasche calde e ricche di nutrienti possano sostenere forme di vita; perché sì o perché no?
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