La terapia CAR‑T ha dato risultati importanti in alcune leucemie, ma nei tumori solidi ha limiti dovuti a scarsa penetrazione, effetti tossici e perdita del bersaglio da parte del tumore. Le CAR‑T tradizionali hanno un dominio di legame fisso e riconoscono un solo bersaglio.
Un gruppo della University of Chicago ha sviluppato il sistema modulare GA1CAR che separa il riconoscimento del bersaglio dalla macchina d'attacco. Le cellule portano un sito di ancoraggio che accetta brevi frammenti di anticorpo chiamati Fab; il legame è reversibile e senza Fab le GA1CAR‑T restano inattive.
Il controllo sul quando e sul dove le cellule agiscono è un vantaggio clinico: interrompendo il Fab la terapia si mette in pausa senza togliere le CAR‑T dal paziente. In modelli animali di tumore al seno e all'ovaio le GA1CAR‑T hanno ridotto la crescita tumorale, mostrato maggiore attivazione e prodotto più citochine rispetto alle CAR‑T convenzionali. Le cellule modulari hanno mantenuto la funzione e sono state riattivate settimane dopo con nuove dosi di Fab.
Il gruppo sta anche studiando come combinare la piattaforma con la radioterapia e come migliorare la durata dei Fab.
Parole difficili
- bersaglio — la struttura o molecola che il trattamento colpisce
- modulare — che si può modificare o usare in partimodulari
- ancoraggio — punto o sito dove qualcosa si fissa
- frammento — parte piccola di una struttura più grandeframmenti
- reversibile — che può tornare allo stato precedente
- riattivare — rendere di nuovo attivo o funzionanteriattivate
- citochina — molecola prodotta dalle cellule del sistema immunitariocitochine
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Domande di discussione
- Quali vantaggi vedi nel poter controllare quando e dove agiscono le CAR‑T?
- Pensi che la possibilità di riattivare le cellule dopo settimane possa ridurre gli effetti tossici? Perché?
- Come immagineresti l'uso combinato di questa piattaforma con la radioterapia?
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