Alla 75ª riunione dei laureati Nobel di Lindau (28 giugno-3 luglio), la ricercatrice sudafricana ha presentato il suo lavoro su biosensori di nuova generazione basati sulla nanotecnologia. I sensori rilevano quantità molto piccole di biomarcatori per tubercolosi, cancro e malattie virali, con l'obiettivo di una diagnosi precoce e di trattamenti migliori.
Ha una laurea con lode in Chimica, un MSc in Nanoscienza e ha completato il dottorato nel 2025 presso la University of the Western Cape, dove lavora nei Sensor Laboratories. Combina nanotecnologia ed elettrochimica per creare piattaforme diagnostiche ad alta sensibilità e usa nanobodies, anticorpi molto piccoli che migliorano la specificità del rilevamento.
La sua ricerca è stata riconosciuta nel 2025 con una nomination agli South African Women in Science Awards. Per portare i sensori dalla ricerca alla clinica servono validazione clinica, ottimizzazione della produzione, approvazione normativa e partnership industriali.
Parole difficili
- biosensore — dispositivo che misura segnali biologicibiosensori
- nanotecnologia — tecniche che lavorano su materiali molto piccoli
- biomarcatore — sostanza nel corpo che indica una malattiabiomarcatori
- diagnosi precoce — individuare una malattia nelle prime fasi
- elettrochimica — parte della chimica che studia elettricità e reazioni
- nanobodies — anticorpi molto piccoli usati nei test
- validazione clinica — verifica che un test funzioni sui pazienti
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Domande di discussione
- Pensi che sensori più sensibili possano migliorare la diagnosi in ospedale? Perché?
- Quali difficoltà immagini nella produzione su larga scala di questi sensori?
- Perché possono essere importanti le partnership industriali per portare una ricerca in clinica?
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