L'uso routinario di antibiotici negli allevamenti dell'Africa orientale è sempre più al centro delle preoccupazioni per la salute pubblica. Nel distretto di Mbarara, Uganda occidentale, allevatori come Susan Ddamulira gestiscono grandi greggi senza visite veterinarie regolari e spesso intervengono autonomamente per prevenire o curare malattie. Le cure veterinarie sono limitate e costose: alcune ispezioni superano 100.000 scellini ugandesi (circa US$30), quindi molti preferiscono soluzioni immediate.
Gli allevatori impiegano antibiotici per prevenzione, cura e promozione della crescita, aggiungendoli all'acqua o al mangime e talvolta somministrando dosi inferiori o versioni più economiche. Queste pratiche, insieme a povertà, regolamentazione debole e servizi veterinari scarsi, stanno alimentando la resistenza antimicrobica che interessa bestiame, colture, ecosistemi e la salute umana. Africa CDC ha segnalato un tasso di mortalità elevato legato alla resistenza e l'Organizzazione Mondiale della Sanità prevede fino a 4,1 milioni di decessi in Africa entro il 2050. Una ricerca indica 5.620 decessi in Uganda nel 2021, con il numero più alto tra i bambini sotto i cinque anni.
Specialisti collegano le infezioni resistenti negli ospedali alle pratiche agricole: dosaggi sbagliati, autoprescrizione e uso preventivo favoriscono il trasferimento di batteri resistenti tramite uova, carne e suolo. Medici riferiscono casi che non rispondono a farmaci comuni come penicillina e fluorochinoloni (ad esempio ciprofloxacina). Studi in Kenya e Uganda mostrano E. coli, Salmonella e Acinetobacter con oltre il 50% di resistenza in alcune zone.
Gli esperti chiedono un'azione multisettoriale e segnalano gap nella sorveglianza, capacità di laboratorio limitata, dispensazione incontrollata in agrovet e farmacie rurali e scarsi controlli di qualità post-commercializzazione. Le misure proposte includono migliori ispezioni e garanzie di qualità dei medicinali veterinari, sorveglianza integrata tra umani, animali e ambiente, educazione delle comunità e nelle scuole, applicazione rigorosa delle regole di prescrizione e incentivi o legislazione per cambiare i comportamenti agricoli.
- Rafforzare supervisione e ispezioni sui farmaci veterinari
- Costruire sorveglianza integrata e capacità di laboratorio
- Educare comunità e richiedere prescrizioni
- Creare incentivi o leggi per ridurre l'uso routinario
Parole difficili
- resistenza antimicrobica — ridotta efficacia dei farmaci contro batteri
- autoprescrizione — presa di farmaci senza consultare un medico
- sorveglianza — monitoraggio continuo di malattie o dati sanitarisorveglianza integrata
- dispensazione — consegna o vendita di medicinali al pubblico
- post-commercializzazione — controlli fatti dopo la vendita di un medicinale
- multisettoriale — che coinvolge diversi settori o discipline
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Domande di discussione
- Quali sono, secondo te, le ragioni principali che spingono gli allevatori a usare antibiotici per prevenzione e crescita?
- Come potrebbe cambiare il comportamento degli allevatori se fossero migliorate sorveglianza e accesso ai servizi veterinari?
- Quali difficoltà potrebbero incontrare le autorità nel mettere in pratica leggi o incentivi per ridurre l'uso routinario di antibiotici?
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