Un team guidato da Yongda Zhu, ricercatore presso la University of Arizona Department of Astronomy and Steward Observatory, ha pubblicato uno studio su The Astrophysical Journal Letters. I ricercatori hanno analizzato il quasar molto luminoso J0100+2802, alimentato da un buco nero supermassiccio di circa 12 miliardi di volte la massa del Sole. La luce di questo oggetto arriva da un'epoca in cui l'universo non aveva ancora compiuto 1 miliardo di anni.
Con il JWST il gruppo ha misurato l'emissione di O III, un'ossigeno ionizzato che traccia la formazione stellare molto recente, e l'ha confrontata con la luce ultravioletta delle galassie vicine. Le galassie entro un raggio di un milione di anni luce dal quasar brillante mostrano un'emissione di O III più debole rispetto alla luce ultravioletta; il team interpreta questo pattern come una soppressione della formazione stellare recente.
Zhu spiega che durante la fase di quasar la radiazione e il calore possono spezzare l'idrogeno molecolare nelle nubi fredde, togliendo il carburante per nuove stelle. Prima si sapeva che i quasar potevano distruggere il gas nelle loro galassie; queste osservazioni suggeriscono che l'effetto può estendersi tra galassie su scala intergalattica. Il gruppo ora vuole verificare il fenomeno in altri campi di quasar e studiare fattori aggiuntivi.
Parole difficili
- quasar — oggetto molto luminoso e distante nello spazio
- buco nero — regione dello spazio con gravità molto fortebuco nero supermassiccio
- emissione — luce o radiazione emessa da un oggetto
- formazione stellare — processo che crea nuove stelle nelle galassie
- soppressione — riduzione o arresto di un'attività
- intergalattica — che riguarda lo spazio tra due galassie
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Domande di discussione
- Perché il gruppo vuole verificare il fenomeno in altri campi di quasar?
- Come potrebbe cambiare la vita di una galassia se la formazione stellare è soppressa?
- Quali altri fattori pensi sia utile studiare per capire questo effetto tra galassie?
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