Una nuova ricerca spiega che un singolo interruttore genetico permette ad alcune farfalle di imitare il disegno alare di altre specie per sfuggire ai predatori. Lo studio si è concentrato sulla specie Papilio alphenor.
Di solito le ali si formano con molti geni, ma i ricercatori hanno scoperto che una sola differenza nel genoma può cambiare il colore. Hanno esaminato un supergene che controlla la mimetica e hanno usato sequenziamento genomico e CRISPR per capire come funziona.
La nuova versione del gene ha acquisito elementi regolatori che cambiano quando il gene si attiva. Solo le femmine sviluppano il motivo mimetico con macchie arancioni; i maschi mantengono chiazze bianche su sfondo nero.
Parole difficili
- interruttore — Parte del materiale genetico che cambia attivitàinterruttore genetico
- genoma — Tutto il materiale genetico di un organismo
- supergene — Gruppo di geni vicini che agiscono insieme
- sequenziamento — Metodo per leggere l'ordine dei genisequenziamento genomico
- regolatore — Piccola parte che controlla quando si attiva un generegolatori
- predatore — Animale che caccia altri animali per mangiarepredatori
- mimetica — Comportamento o caratteristica per imitare altri animali
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Perché, secondo il testo, alcune farfalle imitano altre specie?
- Hai mai visto animali con colori diversi tra femmine e maschi? Racconta un esempio.
- Cosa pensi dell'uso di tecniche come CRISPR nella ricerca sugli animali?
Articoli correlati
Molte persone che muoiono per suicidio non sono depresse
Uno studio genetico suggerisce che molte persone morte per suicidio non mostrano diagnosi di depressione o segnali noti. I ricercatori hanno confrontato dati genetici e avvertono che solo lo screening per la depressione potrebbe non bastare.
Neuroni per l'orientamento conservati per milioni di anni
Ricercatori trovano neuroni nella corteccia retrospleniale che aiutano l'orientamento e sono rimasti simili tra topi e ratti per milioni di anni. Questi neuroni sono collegati al disorientamento spaziale nella malattia di Alzheimer.
APOE ε4 e danno vascolare aumentano il rischio di demenza
Uno studio ha confrontato un fattore genetico (APOE ε4) e segni di danno vascolare nel cervello (WMH) per vedere come insieme influenzano il rischio di demenza. L'effetto è risultato additivo e la componente vascolare è modificabile.