I farmaci psichedelici come la psilocibina sono oggetto di studi per possibili benefici nel trattamento di PTSD, depressione resistente al trattamento, abuso di sostanze e ictus. Studi clinici e di imaging avevano suggerito che questi composti possono ripristinare schemi di attività nelle reti cerebrali.
Poiché molte tecniche di imaging si basano sul flusso sanguigno e sui livelli di ossigeno come indicatori indiretti dell'attività neurale, i ricercatori hanno voluto verificare se questi segnali restano affidabili dopo la somministrazione di psichedelici. Un gruppo della Washington University di St. Louis ha testato un psichedelico che agisce sulla serotonina e ha osservato nei topi che il normale legame tra scarica neuronale e flusso ematico risultava alterato.
Somministrando un secondo farmaco che blocca un recettore specifico della serotonina, gli effetti anomali sul flusso sanguigno sono scomparsi. Gli autori hanno poi usato la psilocibina in ulteriori esperimenti e rianalizzato dati fMRI precedenti su persone, trovando effetti comparabili. Lo studio è pubblicato su Nature Neuroscience.
Parole difficili
- psichedelico — sostanza che altera la percezione e la coscienzapsichedelici
- psilocibina — sostanza psichedelica presente in alcuni funghi
- recettore — proteina sulla cellula che riceve segnali chimici
- serotonina — neurotrasmettitore che regola umore e segnali cerebrali
- flusso sanguigno — movimento del sangue dentro i vasi del corpo
- imaging — insieme di tecniche per visualizzare tessuti interni
- fMRI — risonanza magnetica funzionale per studiare attività cerebrale
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Domande di discussione
- Cosa pensi dell'uso di psichedelici per trattare disturbi come la depressione resistente? Spiega brevemente.
- Come potrebbe cambiare il lavoro dei ricercatori sapere che i segnali di imaging possono alterarsi dopo somministrazione di psichedelici?
- Preferiresti vedere prima risultati sugli animali o analisi su persone prima di usare questi farmaci? Perché?
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