- In Kenya e Nigeria molte persone vivono in povertà.
- Le persone con disabilità hanno sofferto di più.
- La pandemia ha limitato gli spostamenti.
- Molte cliniche erano chiuse o usate per il virus.
- È stato più difficile avere cure mediche.
- Molti hanno perso il lavoro e il reddito.
- Alcuni non potevano comprare le medicine.
- Ricercatori hanno parlato con abitanti delle baraccopoli.
- Gli aiuti non sempre erano accessibili a tutti.
Parole difficili
- povertà — Condizione di vita senza soldi e risorse
- disabilità — Limitazione fisica o mentale che rende difficile vivere
- pandemia — Malattia che si diffonde in molti paesi
- clinica — Luogo dove si curano le persone malatecliniche
- reddito — Soldi che una persona guadagna per vivere
- baraccopoli — Zona con molte case povere e precarie
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Durante la pandemia, hai trovato difficile avere cure mediche?
- Conosci persone che hanno perso il lavoro o il reddito?
Articoli correlati
AI per addestrare studenti di chirurgia alle suture
Ricercatori della Johns Hopkins hanno creato uno strumento di intelligenza artificiale che allena gli studenti di medicina nelle suture. L'AI fornisce feedback immediato confrontando i movimenti degli studenti con quelli degli esperti.
Scienziati usano l'intelligenza artificiale per trovare OPG153 contro MPXV
Ricercatori hanno usato AlphaFold 3 per identificare la proteina OPG153 sul virus MPXV. Studi di laboratorio su topi mostrano che un antigene ingegnerizzato di OPG153 genera anticorpi che neutralizzano il virus.
Un indossabile con AI per rilevare la fragilità negli anziani
Ricercatori hanno creato una manica indossabile che usa intelligenza artificiale per identificare segnali precoci di fragilità negli anziani. Il dispositivo analizza i passi sulla coscia e invia i risultati a uno smartphone.
Giovani americani: molti continuano a usare tabacco e cannabis
Uno studio su giovani americani mostra che la maggioranza di chi consuma nicotina, tabacco o cannabis continua a farlo. La ricerca, guidata da Rebecca Evans-Polce, è finanziata dal National Cancer Institute e dai National Institutes of Health.