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Autoanticorpi legati al long COVID (Livello B2) — a close up of a human brain on a black background

Autoanticorpi legati al long COVIDCEFR B2

31 mag 2026

Livello B2 – Intermedio-avanzato
5 min
283 parole

Uno studio co-diretto da Akiko Iwasaki di Yale e pubblicato su CELL mostra che in un sottoinsieme di pazienti con long COVID il sistema immunitario produce autoanticorpi che riconoscono e attaccano tessuti cerebrali e nervosi. Questi autoanticorpi erano spesso diretti verso aree coinvolte nella trasmissione del dolore, nella memoria, nell'equilibrio, nell'elaborazione sensoriale e nel controllo del sistema nervoso autonomo, e possono contribuire a sintomi come nebbia mentale, vertigini, mal di testa, affaticamento, dolore bruciante e intorpidimento.

I metodi includevano l'analisi del sangue di persone con long COVID, volontari sani e soggetti guariti senza sintomi persistenti. Il team ha purificato gli anticorpi e li ha esposti a tessuti umani e murini; gli anticorpi dei pazienti hanno reagito più intensamente con certe regioni cerebrali rispetto ai controlli. Poi è stato eseguito uno screening su più di 21.000 proteine umane, che ha individuato numerosi bersagli collegati a neuroni, comunicazione nervosa, infiammazione e segnalazione ormonale.

Per testare gli effetti in vivo, gli autori hanno trasferito anticorpi di pazienti con long COVID in topi sani. I roditori hanno mostrato maggiore sensibilità al dolore, affaticamento, problemi di equilibrio e danni alle piccole fibre nervose, oltre ad attivazione neuronale anomala in regioni cerebrali legate a dolore, affaticamento, memoria e regolazione emotiva. Keyla Santos Guedes de Sá ha osservato che gli anticorpi trasferiti nei topi hanno causato sintomi simili a quelli dei pazienti, mentre Akiko Iwasaki ha avvertito che ciò non esclude altre cause. I risultati suggeriscono una possibile sovrapposizione con malattie autoimmuni e potrebbero indicare terapie già usate altrove, ma i ricercatori richiedono ulteriori studi sui meccanismi neurologici e immunologici. Tra i contributori figurano team di Yale, Mount Sinai, Howard Hughes Medical Institute e altre istituzioni. Fonte: Yale University.

Parole difficili

  • autoanticorpoAnticorpo che attacca componenti del proprio organismo
    autoanticorpi
  • sottoinsiemeParte di un gruppo più grande di soggetti
  • purificareSeparare e isolare una sostanza da altre
    purificato
  • screeningAnalisi su larga scala per trovare elementi rilevanti
  • attivazioneProcesso che rende una cellula o una regione attiva
  • sovrapposizioneSituazione di coincidenza o somiglianza tra condizioni

Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.

Domande di discussione

  • Quali implicazioni cliniche potrebbero avere questi risultati per il trattamento dei pazienti con long COVID?
  • Quali tipi di studi ulteriori servirebbero per capire meglio i meccanismi neurologici e immunologici descritti?
  • Quali vantaggi e rischi vedi nell'esplorare terapie usate per altre malattie autoimmuni in pazienti con long COVID?

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