Un gruppo della Tufts University ha studiato starter per il pane a lievitazione naturale. Lo studio, pubblicato su Ecology, verifica se le interazioni a coppie tra microbi possono prevedere quali specie coesisteranno.
I ricercatori hanno isolato microbi da starter reali e hanno misurato la crescita dei singoli microrganismi e di coppie. Con queste misure hanno costruito un modello semplice e lo hanno testato con comunità fino a 9 specie coltivate insieme su piastre di laboratorio.
Il modello ha previsto la convivenza e l’abbondanza relativa in molte miscele. Solo 2 delle 9 specie si sono comportate in modo diverso; gli autori hanno migliorato le previsioni aggiungendo il ciclo di vita reale dello starter, con alimentazione quotidiana, uso per il pane e rifornimento.
Parole difficili
- starter — impasto di microrganismi usato per fare pane
- interazione — azione tra due organismi che si influenzanointerazioni
- isolare — separare un organismo dagli altri in laboratorioisolato
- microrganismo — organismo molto piccolo visibile al microscopiomicrorganismi
- modello — rappresentazione semplice per spiegare dati
- convivenza — vita insieme di più specie nello stesso ambiente
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Hai mai usato uno starter per fare il pane? Racconta in poche parole.
- Perché gli autori hanno aggiunto il ciclo di vita reale dello starter?
- Perché, secondo te, è utile studiare le interazioni tra microbi nello starter?
Articoli correlati
SEWA: nuovo sistema di allerta precoce per l'Africa
SEWA, un sistema di allerta precoce basato su satelliti, è stato lanciato a Windhoek durante un forum dal 23 al 27 giugno. Il progetto vuole rafforzare le allerte multi-rischio e migliorare l'accesso ai dati per governi e comunità.
Pterosauri: il volo nato in un rapido scatto evolutivo
Uno studio su fossili e tomografie indica che i pterosauri svilupparono il volo rapidamente all’origine del gruppo. I ricercatori hanno confrontato le cavità cerebrali dei pterosauri con quelle di parenti non volanti per capire le differenze.