Uno studio su modelli murini dice che rafforzare l'orologio biologico può aiutare il cervello a recuperare dopo un ictus. I ricercatori hanno guardato il sistema glinfatico, il meccanismo che muove il liquido e aiuta a pulire il cervello.
Hanno provato diversi interventi: esposizione alla luce a orari precisi, melatonina, un farmaco chiamato KL001 e un regime di alimentazione a tempo limitato. KL001 e l'alimentazione a tempo limitato sono stati testati dopo alcuni giorni dall'ictus e hanno migliorato il recupero motorio, il flusso glinfatico e ridotto l'infiammazione nel cervello.
Parole difficili
- orologio biologico — meccanismo che regola i ritmi del corpo
- sistema glinfatico — meccanismo che muove liquido e pulisce il cervello
- ictus — danno al cervello causato da problemi ai vasi
- melatonina — ormone che aiuta a regolare il sonno
- infiammazione — risposta del corpo a danno o infezione
- esposizione — azione di stare vicino a qualcosa come la luce
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Pensi che orari regolari per luce e pasti possano migliorare la salute del cervello? Perché?
- Quale intervento dello studio ti sembra più semplice da provare nella vita quotidiana? Spiega brevemente.
Articoli correlati
Crescita delle pratiche concierge e della direct primary care negli USA
Uno studio su oltre 6.000 pratiche mostra una rapida crescita delle pratiche concierge e della direct primary care negli Stati Uniti tra il 2018 e il 2023. I ricercatori avvertono sull’impatto sull’accesso alle cure e suggeriscono monitoraggio politico.
Batteri intestinali raggiungono il cervello nei topi con dieta ricca di grassi
Ricercatori della Emory University hanno trovato che, dopo pochi giorni con una dieta ad alto contenuto di grassi, batteri intestinali vivi possono spostarsi al cervello dei topi lungo il nervo vago. Lo studio è stato pubblicato su PLOS Biology in marzo.
Studio mostra come cambia l'attività del cervello durante il giorno
Nuovi metodi sperimentali e computazionali usati su topi rivelano, a singola cellula, uno spostamento dell'attività dal centro del cervello verso la corteccia nel corso del ciclo quotidiano. I ricercatori sperano di trovare firme della fatica adattabili anche a dati umani.
Neuroni per l'orientamento conservati per milioni di anni
Ricercatori trovano neuroni nella corteccia retrospleniale che aiutano l'orientamento e sono rimasti simili tra topi e ratti per milioni di anni. Questi neuroni sono collegati al disorientamento spaziale nella malattia di Alzheimer.