La visione precedente diceva che le bolle di gas si formano quando il magma risale e la pressione cala. Si usava spesso l’esempio della bottiglia di champagne per spiegare questo processo.
Un nuovo studio mostra un altro meccanismo: le forze di taglio nel condotto, cioè la differenza di velocità tra il centro e le pareti, possono generare bolle. Se le bolle crescono in profondità, possono unire e creare canali che lasciano uscire il gas. Questo permette al magma ricco di gas di eruttare in modo più calmo.
Gli scienziati hanno fatto esperimenti con un liquido viscoso e anidride carbonica e hanno usato simulazioni al computer. Questi risultati aiutano a capire eventi come il Mount St. Helens e il vulcano Quizapu.
Parole difficili
- eruzione — Quando un vulcano lancia magma e gas.
- pressione — Forza che agisce su un oggetto.
- bolla — Sfera d'aria o gas in un liquido.bolle
- magma — Roccia fusa sotto la superficie della Terra.
- scorrere — Muoversi in modo fluido.
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Quali potrebbero essere le conseguenze di eruzioni vulcaniche?
- Pensi che la ricerca sui vulcani sia importante? Perché?
Articoli correlati
Immagini dirette rivelano flussi multipli nelle novae
Astronomi hanno ottenuto immagini dirette di due novae pochi giorni dopo le eruzioni. Le osservazioni interferometriche con il CHARA Array mostrano flussi multipli e un’espulsione ritardata, mentre il telescopio Fermi ha rilevato raggi gamma.
Scimpanzé di Ngogo: più nascite dopo l'espansione territoriale
Uno studio su una comunità di scimpanzé a Ngogo, Uganda, mostra che dopo aver ucciso vicini e ampliato il territorio sono aumentate le nascite e la sopravvivenza degli infanti. I dati confrontano tre anni prima e tre anni dopo l’espansione.
Metodo ispirato agli stormi migliora i riassunti dell'AI
Ricercatori della New York University hanno creato un metodo che usa principi degli stormi di uccelli per scegliere frasi importanti e fornire input migliori ai modelli linguistici. Il sistema riduce le "allucinazioni" e migliora l'accuratezza dei riassunti.
Un piede di 3,4 milioni di anni conferma Australopithecus deyiremeda
Ossa del piede trovate in Etiopia sono attribuite ad Australopithecus deyiremeda e datate 3,4 milioni di anni. Lo studio, guidato da Yohannes Haile-Selassie e pubblicato su Nature, mostra differenze anatomiche e di dieta rispetto a Lucy.