Uno studio guidato da Scott Carver dell'Università della Georgia e pubblicato sul Journal of Zoology esamina se le feci a forma di cubo servono per comunicare tra wombat. Lo studio si basa anche su una ricerca del 2019, che aveva mostrato come la forma dell'intestino e del corpo del wombat produca escrementi simili a cubi.
I wombat vivono in gran parte da soli, cambiano spesso tana e sono per lo più attivi di notte. Nonostante questo, depositano ripetutamente le feci in siti comuni chiamati latrine. La forma cubica impedisce alle feci di rotolare, mantenendo le marcature nello stesso punto, e spesso i wombat le dispongono vicino a tronchi o rocce visibili.
Un'analisi anatomica ha rilevato un organo vomeronasale che supporta l'olfatto. Analisi chimiche sulle feci hanno individuato miscele caratteristiche per ciascun individuo. Spostando feci da latrine lontane in latrine locali, i ricercatori hanno osservato più ispezioni tramite telecamere per fauna selvatica. I risultati suggeriscono che i segnali chimici possano comunicare identità, sesso, età o stato riproduttivo.
Parole difficili
- latrina — sito comune dove gli animali lasciano fecilatrine
- vomeronasale — organo del naso che aiuta a percepire odori
- marcatura — segno lasciato per indicare territorio o presenzamarcature
- ispezione — azione di controllare o osservare qualcosaispezioni
- identità — informazioni che dicono chi è qualcuno
- escremento — materiale eliminato dal corpo come rifiutoescrementi
- stato riproduttivo — condizione relativa alla capacità o periodo di riproduzione
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Perché pensi che i wombat dispongano spesso le feci vicino a tronchi o rocce visibili?
- Come potrebbero aiutare gli studi sulle feci a capire meglio la vita dei wombat?
- Pensi che altri animali usino segnali chimici simili per comunicare? Perché?
Articoli correlati
Nuovo strumento a luce per misurare le cellule cerebrali
Ricercatori hanno sviluppato CaBLAM, uno strumento che usa la bioluminescenza per registrare l'attività dentro cellule cerebrali viventi. Permette registrazioni di ore senza luce esterna e funziona in modelli animali come topi e zebrafish.
Due tipi di microglia controllano l'ansia nei topi
Ricercatori della University of Utah hanno scoperto due popolazioni di microglia che nei topi hanno effetti opposti sull'ansia. I risultati, pubblicati su Molecular Psychiatry, suggeriscono nuove possibili vie terapeutiche, ma le cure cliniche non sono imminenti.
Rappresentanza nella scienza e fiducia pubblica
Uno studio pubblicato su Nature Human Behaviour mostra che la rappresentazione demografica degli scienziati influisce sulla fiducia del pubblico negli Stati Uniti. Gli autori suggeriscono che più inclusione potrebbe rafforzare la fiducia tra diversi gruppi sociali.
NeuroBridge: intelligenza artificiale per capire la comunicazione autistica
Ricercatori di Tufts hanno creato NeuroBridge, uno strumento di intelligenza artificiale che aiuta le persone non autistiche a comprendere e adattare la propria comunicazione verso persone autistiche. Lo strumento mostra alternative di risposta e ha ricevuto riscontri positivi.