Un gruppo di ricerca ha pubblicato su Nature Methods uno strumento molecolare chiamato CaBLAM, sviluppato per misurare l'attività all'interno di cellule cerebrali viventi. Lo sviluppo è stato guidato da Nathan Shaner dell'University of California, San Diego. CaBLAM cattura segnali a livello di singola cellula e subcellulare con alta velocità e permette registrazioni pluriorarie senza luce esterna.
I metodi più usati oggi si basano sulla fluorescenza e richiedono di proiettare luce esterna nel cervello. Questo può causare danni alle cellule, fotobleaching e richiede strumenti come laser e fibre ottiche. La bioluminescenza produce luce internamente evitando questi problemi e consentendo esperimenti più lunghi.
Il Bioluminescence Hub, avviato nel 2017 con una sovvenzione della National Science Foundation, lavora anche su altre idee: usare una cellula vivente per inviare luce a cellule vicine e progettare sensori del calcio più luminosi. Al progetto hanno partecipato decine di ricercatori di varie università e il finanziamento è arrivato da enti pubblici e fondazioni.
Parole difficili
- bioluminescenza — luce prodotta da organismi viventi
- fluorescenza — luce emessa dopo eccitazione con luce esterna
- fotobleaching — perdita di segnale luminoso per esposizione
- molecolare — relativo alle molecole e alla loro struttura
- subcellulare — che si trova sotto il livello della cellula
- sovvenzione — aiuto economico per finanziare un progetto
- registrazione — memorizzazione di dati o segnali nel temporegistrazioni
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Domande di discussione
- Quali vantaggi pratici porterà l'uso della bioluminescenza negli esperimenti con cellule viventi?
- In che modo il finanziamento pubblico e le collaborazioni tra università possono aiutare progetti come questo?
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