Uno studio pubblicato su EPJ Data Science esamina se i dati dei social media possono fornire un allarme precoce sui movimenti di popolazione durante conflitti e disastri. I ricercatori hanno raccolto quasi 2 milioni di post in tre lingue su X (ex Twitter) e hanno confrontato diversi metodi di analisi linguistica.
Lo studio ha considerato tre casi: Ucraina, Sudan e Venezuela. I risultati mostrano che le etichette di sentiment (positive, negative o neutre) sono un segnale più affidabile delle etichette di emozione per prevedere quando le persone sono disposte a spostarsi. Il sentiment è stato particolarmente utile per prevedere il momento e il volume degli spostamenti transfrontalieri.
I modelli linguistici preaddestrati hanno fornito l'allerta precoce più efficace. I ricercatori avvertono però del rischio di falsi allarmi e raccomandano di usare questi segnali insieme a dati tradizionali, come indicatori economici e rapporti sul campo, per indagini più approfondite.
Parole difficili
- movimenti — Cambiamenti di posizione o luogo delle persone.
- umanitarie — Relativo all'aiuto o assistenza a chi ne ha bisogno.
- indicatore — Qualcosa che mostra o segnala un'informazione.
- tecniche — Metodi o modi di fare qualcosa.
- falsi — Non veri o ingannevoli.
- analisi — Esame approfondito di qualcosa.
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Quali potrebbero essere le conseguenze di analisi sbagliate dei dati?
- Come pensi che i social media possano influenzare le risposte umanitarie?
- In che modo le emozioni delle persone possono cambiare durante una crisi?
Articoli correlati
Nuovo materiale che usa la luce per pulire l'acqua
Un team ha sviluppato un materiale che, attivato dalla luce, degrada vari inquinanti nell'acqua, incluse le PFAS. Il materiale è metal‑free, combina strutture porose con un film di nitruro di boro e ha mostrato stabilità nei test.
L'Africa ha bisogno di più scienza per decidere e commerciare
Lise Korsten, presidente dell'African Academy of Sciences, avverte che la scarsa produzione di prove scientifiche in Africa ostacola decisioni, sicurezza alimentare ed esportazioni. L'AAS costruisce reti, promuove diplomazia scientifica e programmi per la diaspora.