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Bruciare plastica in città povere — Livello B2 — a pile of trash

Bruciare plastica in città povereCEFR B2

13 gen 2026

Adattato da Mohammed El-Said, SciDev CC BY 2.0

Foto di Hush Naidoo Jade Photography, Unsplash

Livello B2 – Intermedio-avanzato
6 min
323 parole

Un gruppo di ricercatori ha pubblicato su Nature Communications un'analisi che segnala l'uso diffuso della combustione della plastica come combustibile domestico nelle città a basso e medio reddito. Lo studio si basa su interviste a più di 1.000 partecipanti in 26 paesi e indica la presenza del fenomeno in aree urbane di Africa, Asia e America Latina. I risultati mostrano che oltre un terzo degli intervistati conosce la pratica, il 16 per cento ha bruciato plastica nelle proprie abitazioni e più della metà la descrive come diffusa in varia misura.

I ricercatori collegano la pratica a due cause principali: servizi di raccolta rifiuti irregolari o assenti — la plastica è difficile da gestire e i raccoglitori accettano solo alcuni tipi — e povertà energetica, cioè gas e elettricità non disponibili o troppo costosi. In queste condizioni la plastica diventa una soluzione accessibile e a basso costo, e la combustione spesso avviene all'interno delle abitazioni o in aree informali, rendendola poco visibile nelle statistiche ufficiali.

Lo studio indica anche gli oggetti comunemente bruciati e i rischi per la salute: la combustione incompleta produce particolato fine, composti organici pericolosi e, da plastiche come il PVC, diossine e furani. Noha El-Halawany osserva che l'esposizione a temperature incontrollate genera sottoprodotti altamente tossici che possono depositarsi su superfici e contaminare cibo e acqua; ricerche precedenti hanno trovato tossine in uova di pollo in un sito di rifiuti elettronici in Ghana dove si bruciavano plastica e cavi.

  • Oggetti: bottiglie, sacchetti, imballaggi e parti di elettrodomestici.
  • Rischi: particolato, composti organici, diossine e furani.

I partecipanti chiedono miglior gestione dei rifiuti negli insediamenti informali, accesso a tecnologie energetiche pulite e campagne di sensibilizzazione. Gli esperti mettono in guardia che divieti senza alternative praticabili potrebbero aggravare i danni. Aziza Mohamed definisce il fenomeno una forma di ingiustizia ambientale e sollecita politiche urbane che colleghino pianificazione, energia e gestione dei rifiuti. Gli autori auspicano ora prove di soluzioni locali che funzionino concretamente sul territorio.

Parole difficili

  • combustioneprocesso di bruciare materiale con fiamma e calore
  • povertà energeticamancanza di accesso a energia a basso costo
  • particolatopiccole particelle sospese nell'aria che inquinano
    particolato fine
  • diossinasostanza chimica molto tossica emessa da combustione
    diossine
  • furanocomposto chimico tossico presente nella combustione
    furani
  • sottoprodottoprodotto secondario non desiderato di un processo
    sottoprodotti
  • insediamento informalearea abitata non ufficiale con servizi limitati
    insediamenti informali

Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.

Domande di discussione

  • Quali soluzioni locali potrebbero ridurre la combustione domestica della plastica negli insediamenti informali?
  • Perché divieti senza alternative praticabili possono peggiorare la situazione? Fornisci motivi basati sul testo.
  • Come possono essere collegate pianificazione urbana, energia e gestione dei rifiuti per affrontare l'ingiustizia ambientale descritta?

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