Team della University of Michigan, di Harvard e di Duke hanno pubblicato un'analisi che confronta alimenti ultraprocessati e prodotti del tabacco. Lo studio, apparso su The Milbank Quarterly, si basa su studi sulla dipendenza, ricerche nutrizionali e sulla storia della regolamentazione del tabacco.
I ricercatori trovano che molti prodotti ultraprocessati sono progettati per promuovere un consumo ripetuto. Tra gli esempi ci sono snack confezionati, bevande zuccherate, pasti pronti e molti cibi da fast food. Lo studio rileva che entrambi i tipi di prodotto possono amplificare la ricompensa nel cervello e favorire l'uso abituale.
Gli autori chiedono di spostare l'attenzione dalla sola responsabilità individuale ai sistemi che determinano cosa è accessibile, cosa finisce sugli scaffali e come viene commercializzato il cibo.
Parole difficili
- ultraprocessato — Cibo prodotto industrialmente con molti ingredientiultraprocessati
- dipendenza — Bisogno difficile da controllare verso qualcosa
- regolamentazione — Insieme di leggi e norme che regolano
- ricompensa — Sensazione positiva che il cervello riceve
- promuovere — Favorire o incoraggiare un'azione o comportamento
- responsabilità — Obbligo o dovere di rispondere per qualcosa
- commercializzare — Vendere o pubblicizzare un prodotto al pubblicocommercializzato
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Perché secondo te molti cibi sono progettati per un consumo ripetuto?
- Quali cambiamenti nei negozi o nella pubblicità potrebbero ridurre il consumo di questi prodotti?
- Preferisci cibi freschi o pasti pronti? Perché?
Articoli correlati
Calcio e vitamina D per le ossa degli anziani
Mantenere quantità adeguate di calcio e vitamina D aiuta a proteggere lo scheletro degli anziani e a ridurre il rischio di cadute e fratture. L’articolo riporta raccomandazioni alimentari e consigli pratici per integrazione e esposizione al sole.
Immagini cerebrali spiegano il PTSD nei soccorritori del WTC
Nuove ricerche con scansioni cerebrali mostrano differenze strutturali nei soccorritori del World Trade Center con PTSD. I dati provengono dai programmi sanitari WTC e includono analisi basate sul contrasto grigio‑bianco (GWC).
La dieta tradizionale africana riduce l'infiammazione
Uno studio condotto nei Paesi Bassi e in Tanzania trova che una dieta tradizionale africana può ridurre l'infiammazione in poche settimane, mentre una dieta occidentale aumenta l'infiammazione e indebolisce la risposta immunitaria.
La fibra di frumento protegge i topi dall'infiammazione intestinale
Due studi mostrano che la fibra di frumento, presente nei cereali integrali, viene trasformata dai batteri intestinali in sostanze antinfiammatorie che proteggono i topi. Gli autori suggeriscono che scegliere prodotti integrali potrebbe ridurre il rischio di IBD.