Neuroscienziati, in uno studio pubblicato su Science e guidato da Emory University e New College of Florida, cercano di spiegare perché alcuni mammiferi sviluppano flessibilità vocale. Hanno usato risonanza magnetica per diffusione (diffusion MRI) su cervelli postmortem per mappare 15 regioni coinvolte nel controllo vocale. Il metodo per cervelli non viventi è stato sviluppato da Karla Miller all'Università di Oxford e applicato da Gregory Berns e Peter Cook.
Il confronto ha incluso 4 leoni marini della California, 4 foche comuni, 3 elefanti marini settentrionali e 4 coyote. Nei coyote il mesencefalo sta al centro di un circuito che attiva i muscoli vocali tramite il tronco encefalico. Nei pinnipedi, invece, la corteccia motoria vocale presenta un percorso diretto al tronco encefalico che aggira il mesencefalo; questo bypass può conferire controllo cosciente della laringe e favorire l'apprendimento vocale.
I dati mostrano anche forti connessioni udito‑vocale in elefanti marini e foche, e nelle foche comuni emerge un legame robusto tra talamo e corteccia motoria vocale, simile a quello osservato in pappagalli e umani e forse collegato alla capacità di imitazione. Come esempi di plasticità vocale compaiono Hoover, una foca comune che imitava un accento di Boston, e esperimenti in cui foche grigie hanno riprodotto melodie umane. Gli autori suggeriscono che il circuito sia comparso insieme al controllo preciso del respiro e della deglutizione per la vita subacquea; i leoni marini restano sott'acqua in media 10–20 minuti e alcune foche possono immergersi fino a due ore. Il team prevede studi simili su balene, delfini e focene per costruire un quadro evolutivo del linguaggio.
Parole difficili
- risonanza magnetica — Tecnica che produce immagini dettagliate del cervello.
- mesencefalo — Parte centrale del cervello che coordina funzioni motorie.
- tronco encefalico — Parte bassa del sistema nervoso centrale.
- corteccia motoria vocale — Area cerebrale che controlla i movimenti della voce.
- bypass — Percorso alternativo che evita una struttura intermedia.
- plasticità vocale — Capacità di modificare suoni e vocalizzazioni.
- talamo — Struttura che trasmette segnali sensoriali alla corteccia.
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Domande di discussione
- Come potrebbe il percorso diretto dalla corteccia al tronco encefalico favorire l'apprendimento vocale negli animali?
- Perché gli autori vogliono studiare anche balene, delfini e focene per capire l'evoluzione del linguaggio?
- Quali esperimenti o osservazioni suggeriresti per verificare il legame tra controllo del respiro e plasticità vocale negli animali marini?
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