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Guerra, fertilizzanti e rischio per la sicurezza alimentare — Livello B2 — a body of water next to the ocean

Guerra, fertilizzanti e rischio per la sicurezza alimentareCEFR B2

23 apr 2026

Livello B2 – Intermedio-avanzato
6 min
356 parole

La recente escalation in Medio Oriente ha acceso nuovi timori per la sicurezza alimentare globale. In un briefing stampa di venerdì 17 aprile, organizzato dal Center for International Environmental Law (CIEL) e da IPES-Food, i relatori hanno collegato la guerra tra Stati Uniti e Iran alle interruzioni nello Stretto di Hormuz, alla crescita dei prezzi del petrolio e alle difficoltà nelle spedizioni di fertilizzanti.

Lo Stretto di Hormuz incide sul commercio dei fertilizzanti: circa un terzo delle esportazioni passa attraverso quella rotta, hanno ricordato gli esperti. Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Programma Alimentare Mondiale hanno segnalato un aumento dei prezzi alimentari e una crescita della fame. Olivier De Schutter ha citato cifre sulla fame in Africa: 673 milioni di persone già affamate e un possibile aumento di circa 45 milioni se i prezzi restano alti.

Per rafforzare la resilienza nei paesi a basso reddito, i relatori hanno chiesto di accelerare la transizione verso l'agroecologia e lo sviluppo di biofertilizzanti locali. Tra le proposte ci sono maggiore produzione locale, meno lavorazione e imballaggi e l'uso di rifiuti organici per produrre fertilizzanti. È stato citato l'esempio delle Filippine, dove si utilizzano larve della mosca soldato nera per produrre biofertilizzanti. De Schutter ha criticato l'attenzione limitata ai biofertilizzanti nel Piano d'Azione per i Fertilizzanti e la Salute del Suolo dell'Unione Africana 2024-2034.

  • rotazioni colturali e compost
  • uso di letame e legumi per fissare l'azoto
  • biofertilizzanti locali da rifiuti organici

Gli esperti hanno anche sottolineato le vulnerabilità strutturali: molti paesi importano cibo e carburanti, e l'Africa subsahariana e l'Asia dipendono in larga misura dalle importazioni di fertilizzanti dal Golfo. De Schutter ha fornito dati precisi: in Malawi il 52 per cento, in Uganda il 27 per cento e in Tanzania il 31 per cento dei fertilizzanti proviene dal Golfo. I relatori hanno ricordato che questo è il terzo grande shock alle forniture di fertilizzanti negli ultimi sei anni, dopo il COVID-19 e l'invasione russa dell'Ucraina. Hanno anche segnalato ostacoli politici ed economici: sussidi elevati ai fertilizzanti chimici in Asia meridionale e la concentrazione del mercato agricolo, con quattro società che influenzano fortemente cereali, fertilizzanti e logistica.

Parole difficili

  • escalationAumento rapido e grave di tensioni o conflitti
  • interruzioneSospensione o blocco temporaneo di un servizio
    interruzioni
  • resilienzaCapacità di resistere e riprendersi da shock
  • agroecologiaApproccio agricolo che integra ecologia e tecniche sostenibili
  • biofertilizzanteFertilizzante prodotto con materiali biologici o naturali
    biofertilizzanti
  • rotazione colturaleCambio programmato delle colture su uno stesso terreno
    rotazioni colturali
  • vulnerabilitàCondizione di fragilità di un sistema o popolazione
    vulnerabilità strutturali
  • sussidioAiuto economico pubblico per ridurre un costo
    sussidi
  • concentrazioneAccentramento del mercato in poche grandi imprese

Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.

Domande di discussione

  • Quali vantaggi e quali limiti vedi nell'adozione di biofertilizzanti locali nei paesi a basso reddito?
  • Come può la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti influire sulla sicurezza alimentare di un paese?
  • Quali politiche pubbliche suggeriresti per ridurre la concentrazione del mercato agricolo e i suoi rischi?

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