La recente escalation in Medio Oriente ha acceso nuovi timori per la sicurezza alimentare globale. In un briefing stampa di venerdì 17 aprile, organizzato dal Center for International Environmental Law (CIEL) e da IPES-Food, i relatori hanno collegato la guerra tra Stati Uniti e Iran alle interruzioni nello Stretto di Hormuz, alla crescita dei prezzi del petrolio e alle difficoltà nelle spedizioni di fertilizzanti.
Lo Stretto di Hormuz incide sul commercio dei fertilizzanti: circa un terzo delle esportazioni passa attraverso quella rotta, hanno ricordato gli esperti. Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Programma Alimentare Mondiale hanno segnalato un aumento dei prezzi alimentari e una crescita della fame. Olivier De Schutter ha citato cifre sulla fame in Africa: 673 milioni di persone già affamate e un possibile aumento di circa 45 milioni se i prezzi restano alti.
Per rafforzare la resilienza nei paesi a basso reddito, i relatori hanno chiesto di accelerare la transizione verso l'agroecologia e lo sviluppo di biofertilizzanti locali. Tra le proposte ci sono maggiore produzione locale, meno lavorazione e imballaggi e l'uso di rifiuti organici per produrre fertilizzanti. È stato citato l'esempio delle Filippine, dove si utilizzano larve della mosca soldato nera per produrre biofertilizzanti. De Schutter ha criticato l'attenzione limitata ai biofertilizzanti nel Piano d'Azione per i Fertilizzanti e la Salute del Suolo dell'Unione Africana 2024-2034.
- rotazioni colturali e compost
- uso di letame e legumi per fissare l'azoto
- biofertilizzanti locali da rifiuti organici
Gli esperti hanno anche sottolineato le vulnerabilità strutturali: molti paesi importano cibo e carburanti, e l'Africa subsahariana e l'Asia dipendono in larga misura dalle importazioni di fertilizzanti dal Golfo. De Schutter ha fornito dati precisi: in Malawi il 52 per cento, in Uganda il 27 per cento e in Tanzania il 31 per cento dei fertilizzanti proviene dal Golfo. I relatori hanno ricordato che questo è il terzo grande shock alle forniture di fertilizzanti negli ultimi sei anni, dopo il COVID-19 e l'invasione russa dell'Ucraina. Hanno anche segnalato ostacoli politici ed economici: sussidi elevati ai fertilizzanti chimici in Asia meridionale e la concentrazione del mercato agricolo, con quattro società che influenzano fortemente cereali, fertilizzanti e logistica.
Parole difficili
- escalation — Aumento rapido e grave di tensioni o conflitti
- interruzione — Sospensione o blocco temporaneo di un serviziointerruzioni
- resilienza — Capacità di resistere e riprendersi da shock
- agroecologia — Approccio agricolo che integra ecologia e tecniche sostenibili
- biofertilizzante — Fertilizzante prodotto con materiali biologici o naturalibiofertilizzanti
- rotazione colturale — Cambio programmato delle colture su uno stesso terrenorotazioni colturali
- vulnerabilità — Condizione di fragilità di un sistema o popolazionevulnerabilità strutturali
- sussidio — Aiuto economico pubblico per ridurre un costosussidi
- concentrazione — Accentramento del mercato in poche grandi imprese
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Domande di discussione
- Quali vantaggi e quali limiti vedi nell'adozione di biofertilizzanti locali nei paesi a basso reddito?
- Come può la dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti influire sulla sicurezza alimentare di un paese?
- Quali politiche pubbliche suggeriresti per ridurre la concentrazione del mercato agricolo e i suoi rischi?
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