Le persone compiono spesso azioni senza rendersene conto, come guidare fino a casa o spostare un oggetto. Alla fine del diciannovesimo secolo, i psicologi William James e Wilhelm Wundt avevano due teorie opposte. James sosteneva che la consapevolezza arrivasse dopo il movimento, mentre Wundt riteneva che iniziasse prima della linea di azione, durante la pianificazione cerebrale.
Dopo oltre 130 anni, uno studio della Yale University su 67 partecipanti ha risolto il dibattito. Analizzando l'attività cerebrale con l'elettroencefalogramma, i ricercatori hanno scoperto che entrambi gli studiosi avevano ragione. Per avere un'azione consapevole servono due segnali distinti: un segnale di pianificazione prima del movimento e un segnale sensoriale dopo l'azione.
Lo studio ha mostrato anche che la stanchezza riduce la consapevolezza e rimpicciolisce le pupille. Non stare attenti a ogni movimento automatico è però utile, perché ci permette di suonare il pianoforte o guidare in modo fluido. Inoltre, questa scoperta potrebbe aiutare a capire malattie come il Parkinson o l'ictus, che alterano la consapevolezza del movimento.
Parole difficili
- consapevolezza — Stato di chi conosce e comprende quello che sta facendo.
- pianificazione — Organizzazione di un'azione prima che venga realizzata.
- sensoriale — Che riguarda i sensi o le percezioni del corpo.
- stanchezza — Sensazione di mancanza di energia fisica o mentale.
- fluido — Che avviene in modo continuo e senza interruzioni.
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Domande di discussione
- Ti capita mai di fare azioni automatiche senza pensarci, come camminare o guidare?
- In quali situazioni della vita quotidiana è utile che il cervello lavori in modo automatico?
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