- Ricercatori hanno studiato molti cani e altri canidi.
- Volevano capire perché le orecchie sono diverse.
- Hanno trovato una parte del DNA importante.
- Quella regione sembra influenzare la forma delle orecchie.
- Alcuni cani hanno orecchie corte e a punta.
- Altri cani hanno orecchie lunghe e cadenti.
- Le orecchie aiutano a sentire e ad annusare.
- Gli allevatori umani hanno cambiato queste caratteristiche.
- Queste informazioni possono aiutare a studiare le malattie.
Parole difficili
- ricercatore — persona che fa ricerca scientificaRicercatori
- canide — animale della famiglia dei canicanidi
- regione — parte di un luogo o di un organismo
- influenzare — avere effetto su qualcosa o qualcuno
- allevatore — persona che cura e alleva animaliallevatori
- malattia — problema di salute nel corpomalattie
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Hai un cane? Come sono le sue orecchie?
- Preferisci cani con orecchie corte o lunghe?
Articoli correlati
L'esercizio protegge i muscoli: scoperta una via genetica
Uno studio sui topi mostra come l'esercizio riduce l'attività dannosa che indebolisce i muscoli con l'età. I ricercatori individuano una catena di geni (FOXO‑DEAF1‑mTORC1) che spiega il legame tra età, esercizio e perdita di forza.
Come il toporagno riduce il cervello per l'inverno
Due studi spiegano come il toporagno comune eurasiatico (Sorex araneus) riduca il cervello e altri organi in inverno per risparmiare energia. I lavori collegano cambiamenti genetici e riarrangiamenti cromosomici a questo fenomeno stagionale.
Molte persone che muoiono per suicidio non sono depresse
Uno studio genetico suggerisce che molte persone morte per suicidio non mostrano diagnosi di depressione o segnali noti. I ricercatori hanno confrontato dati genetici e avvertono che solo lo screening per la depressione potrebbe non bastare.
La vitamina D può ridurre il rischio di diabete in alcune persone con prediabete
Una nuova analisi dello studio D2d mostra che la vitamina D ad alta dose può rallentare la progressione da prediabete a diabete di tipo 2 in persone con certe varianti del gene del recettore della vitamina D. Servono però altri studi e consiglio medico.
Lo splicing alternativo e la longevità dei mammiferi
Uno studio su 26 specie di mammiferi (longevità massima 2.2–37 anni) mostra che le variazioni nello splicing alternativo dell’RNA prevedono meglio la durata della vita rispetto ai soli livelli di espressione genica. Il cervello è particolarmente coinvolto.