- I social network permettono alle persone di condividere facilmente.
- I pulsanti mi piace e condividi aiutano la diffusione.
- Questa facilità permette anche la diffusione della disinformazione velocemente.
- I ricercatori propongono di rendere la condivisione più difficile.
- La proposta è introdurre una piccola pausa prima del clic.
- La pausa serve a far riflettere le persone prima.
- I ricercatori hanno testato un modello al computer insieme.
- La frizione digitale e i quiz possono migliorare la qualità condivisa.
Parole difficili
- disinformazione — informazioni false o sbagliate diffuse alle persone
- condivisione — azione di inviare o mostrare qualcosa ad altri
- pulsante — piccolo elemento su uno schermo o dispositivopulsanti
- ricercatore — persona che studia e fa ricerchericercatori
- pausa — breve tempo di fermo o interruzione
- riflettere — pensare con attenzione prima di agire
- frizione digitale — piccola difficoltà su internet che rallenta azioni
- quiz — breve test con domande e risposte
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Condividi spesso informazioni sui social?
- Useresti una pausa prima di condividere un post?
- Usi i pulsanti mi piace o condividi più spesso?
Articoli correlati
AI per addestrare studenti di chirurgia alle suture
Ricercatori della Johns Hopkins hanno creato uno strumento di intelligenza artificiale che allena gli studenti di medicina nelle suture. L'AI fornisce feedback immediato confrontando i movimenti degli studenti con quelli degli esperti.
IA in America Latina per contrastare violenza e disuguaglianze
Gruppi latinoamericani sviluppano sistemi di intelligenza artificiale aperti e locali per studiare la violenza e le disuguaglianze di genere. Strumenti come AymurAI proteggono dati sensibili e forniscono prove a governi e società civile.
Più infiammazione, più preferenza per i social media
Una ricerca guidata da David Lee e pubblicata su Scientific Reports trova che livelli più alti di infiammazione (misurata con la proteina C-reattiva) sono collegati a una preferenza per l'interazione via social media rispetto agli incontri di persona.