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La vitamina D può ridurre il rischio di diabete in alcune persone con prediabete — Livello B2 — black smartphone beside white plastic bottle and black smartphone

La vitamina D può ridurre il rischio di diabete in alcune persone con prediabeteCEFR B2

24 apr 2026

Adattato da Tufts University, Futurity CC BY 4.0

Foto di Mykenzie Johnson, Unsplash

Livello B2 – Intermedio-avanzato
5 min
290 parole

Una nuova analisi dei dati dello studio D2d, pubblicata su JAMA Network Open, suggerisce che la vitamina D ad alta dose può rallentare o prevenire la progressione dal prediabete al diabete di tipo 2 in persone con specifiche varianti del gene del recettore della vitamina D (VDR). Il trial D2d aveva confrontato 4,000 unità di vitamina D al giorno con un placebo in oltre 2,000 adulti con prediabete; il risultato iniziale non aveva mostrato beneficio significativo per l'intera popolazione.

Gli investigatori hanno analizzato 2,098 partecipanti che avevano fornito il DNA e hanno diviso i soggetti in sottogruppi secondo tre varianti comuni del gene VDR. Hanno osservato che circa il 30% con la variante AA non beneficiava dell'integrazione ad alto dosaggio, mentre chi portava le varianti AC o CC mostrava un rischio significativamente ridotto di sviluppare il diabete. Nel complesso, è stata riportata una riduzione del 19% del rischio nel gruppo con certe varianti VDR che ha assunto il supplemento.

Dal punto di vista biologico, la vitamina D è convertita nell'organismo in una forma attiva che si lega alla proteina VDR; le cellule pancreatiche produttrici di insulina possiedono VDR, il che suggerisce un possibile effetto sulla secrezione di insulina e sul controllo della glicemia. Gli autori sottolineano però che non bisogna iniziare dosi elevate senza consiglio medico.

Le linee guida citate raccomandano 600 IU al giorno per le persone di età da 1 a 70 anni e 800 IU al giorno per chi ha più di 70 anni. Assumere troppa vitamina D può essere dannoso ed è stato associato a un aumento del rischio di cadute e fratture negli adulti più anziani. Sono necessarie ulteriori ricerche per identificare con precisione chi potrebbe beneficiare di dosi giornaliere più alte. Fonte: Tufts University.

Parole difficili

  • prediabeteStato con glicemia più alta del normale
  • varianteUna forma diversa di un gene
    varianti
  • recettoreProteina che lega una sostanza nel corpo
  • integrazioneAssunzione regolare di un nutriente come farmaco
  • secrezioneEmissione di una sostanza da una cellula
  • glicemiaConcentrazione di glucosio nel sangue

Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.

Domande di discussione

  • Quali vantaggi e rischi vedi nell'usare test genetici per decidere se assumere dosi più alte di vitamina D?
  • Come cambierebbero le raccomandazioni mediche se studi futuri confermassero il beneficio solo per certe varianti VDR?
  • Quali altre informazioni o ricerche servono, secondo te, per identificare chi potrebbe beneficiare della vitamina D ad alto dosaggio?

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