Un ampio studio pubblicato su Science dimostra che gli animali selvatici non reagiscono solo alle trasformazioni dell'habitat, ma anche alla semplice presenza delle persone. Il lavoro è il risultato di una collaborazione globale guidata da ricercatori collegati a Yale e ad altre istituzioni, che ha messo insieme dati GPS degli animali, dati dei telefoni cellulari e misure satellitari della perturbazione umana.
I ricercatori hanno monitorato 37 specie negli Stati Uniti (22 uccelli e 15 mammiferi) e hanno raccolto circa 11,8 milioni di punti di localizzazione da più di 4.500 animali. Lo studio ha sfruttato anche le variazioni dei movimenti umani durante i lockdown del 2020 per distinguere gli effetti della presenza umana da quelli del cambiamento paesaggistico a lungo termine.
Più del 65% delle specie ha mostrato cambiamenti nel comportamento quando le persone erano presenti. Le risposte sono state varie: alcuni animali hanno ridotto lo spazio utilizzato, altri lo hanno ampliato; per esempio i lupi grigi hanno esteso la loro gamma, i corvi hanno coperto più territorio e i coyote hanno teso a limitare gli spostamenti. Gli autori sottolineano che la perdita di habitat resta il fattore principale del declino della biodiversità, ma che l'uso diretto del paesaggio da parte degli esseri umani è ugualmente rilevante per la conservazione.
Lo studio suggerisce misure mirate, come limitare il traffico in momenti chiave o ridurre le perturbazioni in habitat sensibili, perché le strategie di conservazione devono essere specifiche e non uguali per tutti.
Parole difficili
- perturbazione — alterazione o disturbo dell'ambiente naturaleperturbazioni
- presenza — atto di essere fisicamente in un luogo
- localizzazione — posizione geografica registrata di un animale
- biodiversità — varietà di piante e animali in un ecosistema
- conservazione — attività per proteggere specie e habitat naturali
- declino — riduzione della popolazione o della qualità ambientale
- misura mirata — azione specifica pensata per un problema concretomisure mirate
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Domande di discussione
- Perché è utile distinguere gli effetti della presenza umana da quelli del cambiamento paesaggistico?
- Quali misure pratiche si potrebbero adottare vicino alle città per ridurre le perturbazioni sugli animali?
- In che modo le strategie di conservazione devono cambiare se si tiene conto anche della presenza umana?
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