La risonanza magnetica è utile dagli anni 1970 e usa campo magnetico e onde radio per generare immagini senza radiazioni ionizzanti. Tuttavia mostra soprattutto la struttura e non i cambiamenti molecolari nelle cellule. Per superare questo limite, ricercatori della UC Santa Barbara hanno progettato un sensore genetico a base di proteine rilevabile dall'MRI.
Il progetto applica idee di biologia sintetica e sfrutta l'acquaporina, una proteina che forma canali per l'acqua. Poiché l'MRI allinea e rileva gli atomi di idrogeno, il movimento dell'acqua influisce sul segnale: "le nostre molecole d'acqua sono minuscoli magneti", spiegano i ricercatori. Il sistema, chiamato MAPPER (sonde modulari a base di acquaporina attivabili da proteasi per un rilevamento potenziato), combina acquaporina e altre proteine in circuiti genetici intercambiabili.
Gli autori descrivono quasi dieci sistemi diversi che il metodo può rilevare, mentre studi precedenti avevano riportato solo quattro o cinque sensori genetici. I ricercatori prevedono che MAPPER permetterà imaging continuo negli studi su animali, riducendo la necessità di sacrificare animali per misurazioni interne.
Parole difficili
- risonanza magnetica — esame che usa magneti per vedere l'interno del corpo
- acquaporina — proteina che forma canali per l'acqua
- biologia sintetica — ramo della biologia che costruisce sistemi biologici
- sensore — dispositivo che rileva cambiamenti o segnalisensori
- proteasi — enzimi che tagliano altre proteine
- segnale — misura rilevata da uno strumento
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Domande di discussione
- In che modo l'imaging continuo senza sacrificare animali cambierebbe la ricerca su animali, secondo te?
- Quali problemi etici o pratici potrebbero nascere dall'uso di sensori genetici negli animali?
- Pensi che una tecnologia simile potrebbe essere utile per la medicina umana? Perché o perché no?
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