Lo studio, guidato da Winrich Freiwald presso il Laboratory of Neural Systems della Rockefeller University e pubblicato su Science, ha cercato di capire come il cervello non solo percepisca ma anche produca i gesti facciali. I ricercatori hanno registrato l'attività cerebrale con fMRI mentre macachi eseguivano movimenti del viso.
Hanno individuato una rete motoria facciale composta dalla corteccia motoria primaria laterale, dalla corteccia premotoria ventrale, dalla corteccia motoria cingolata mediale e dalla corteccia somatosensoriale primaria. Per esaminare movimenti specifici sono stati indotti un gesto minaccioso, un rapido arrotondamento delle labbra con orecchie appiattite e la masticazione volontaria.
I risultati mostrano che regioni corticali definite «alte» e «basse» contribuiscono sia alle espressioni emotive sia a quelle volontarie. Tutte le aree partecipano ai diversi gesti, ma con tempi diversi: le regioni laterali mostrano dinamiche neurali rapide su scala di millisecondi, mentre le regioni mediali presentano dinamiche più lente e stabili. Un'analisi correlata su PNAS indica una rete sensomotoria interconnessa che modula il coordinamento in base al tipo di movimento.
Parole difficili
- percepire — cogliere informazioni con i sensipercepisca
- produrre — creare o generare un'azione o comportamentoproduca
- corteccia — strato esterno del cervello con funzioni diverse
- dinamica — variazioni dell'attività nervosa nel tempodinamiche
- sensomotoria — relativa ai sensi e ai movimenti
- coordinamento — azione di sincronizzare movimenti o attività
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Ti sorprende che le stesse aree corticali partecipino a espressioni emotive e volontarie? Perché sì o no?
- Come pensi che capire le dinamiche laterali e mediali del cervello possa aiutare nello studio della comunicazione con il viso?
- Quali altri gesti facciali vorresti che i ricercatori studiassero in futuro e perché?
Articoli correlati
NeuroBridge: intelligenza artificiale per capire la comunicazione autistica
Ricercatori di Tufts hanno creato NeuroBridge, uno strumento di intelligenza artificiale che aiuta le persone non autistiche a comprendere e adattare la propria comunicazione verso persone autistiche. Lo strumento mostra alternative di risposta e ha ricevuto riscontri positivi.
Trapianto cellulare aiuta il cuore dopo una lesione del midollo spinale
Ricercatori hanno trapiantato cellule nervose immature in un modello di ratto con lesione del midollo spinale. Dopo il trapianto è migliorato il controllo nervoso della circolazione: la pressione a riposo è più stabile e la frequenza cardiaca è diminuita.
I grandi modelli linguistici e il dibattito sull'intelligenza artificiale
Dall'arrivo di ChatGPT nel novembre 2022 il dibattito pubblico sull'intelligenza artificiale è cambiato. L'articolo spiega effetti, legami con le grandi aziende, problemi di linguaggio e il richiamo degli esperti a più sicurezza e diritti.
Sensori e intelligenza artificiale per monitorare l'aria in Sudafrica
Scienziati sudafricani hanno creato AI_r, un sistema con sensori, Internet of Things e intelligenza artificiale per misurare la qualità dell'aria in tempo reale. Il progetto usa reti a basso costo e sta ampliando i sensori nel distretto di Sedibeng.