Uno studio dell'Università di Notre Dame, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha analizzato come la compressione cronica del cervello porti alla morte neuronale. Il gruppo, guidato da Meenal Datta e Christopher Patzke, ha voluto capire perché la pressione esercitata da tumori come il glioblastoma provochi perdita sensoriale, deficit motori e declino cognitivo.
In laboratorio i ricercatori hanno generato reti di neuroni e cellule gliali da iPSC e hanno applicato una pressione sostenuta per imitare la compressione tumorale. I dottorandi Maksym Zarodniuk e Anna Wenninger hanno confrontato quali cellule sopravvivevano: molti neuroni attivati mostravano segnali di morte cellulare programmata, perciò il team ha cercato le vie molecolari coinvolte.
Il sequenziamento dell'mRNA ha mostrato aumento di HIF-1, che attiva geni adattativi allo stress e può portare a infiammazione, e aumento di AP-1, una risposta neuroinfiammatoria. L'analisi dell'Ivy Glioblastoma Atlas Project e esperimenti in vivo su modelli preclinici hanno confermato schemi simili di stress, cambiamenti nell'espressione genica e disfunzione sinaptica.
Queste scoperte offrono possibili bersagli farmacologici per ridurre la morte neuronale; gli autori osservano che l'approccio è indipendente dalla malattia e può applicarsi anche ad altre condizioni meccaniche, come il trauma cranico. Lo studio è stato finanziato dai National Institutes of Health e dall'Harper Cancer Research Institute della Notre Dame.
Parole difficili
- compressione — forza che schiaccia un corpo o tessuto
- neurone — cellula del sistema nervoso che trasmette segnalineuroni
- cellula gliale — cellula del cervello che supporta i neuronicellule gliali
- pressione sostenuta — forza continua che schiaccia un'area
- morte cellulare programmata — processo in cui una cellula muore in modo controllato
- sequenziamento — analisi dell'ordine dei nucleotidi in un RNA
- neuroinfiammatorio — infiammazione che riguarda il sistema nervosoneuroinfiammatoria
- bersaglio farmacologico — molecola o processo su cui agisce un farmacobersagli farmacologici
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- In che modo ridurre la compressione cerebrale potrebbe migliorare la vita quotidiana dei pazienti?
- Quali vantaggi vedi nel cercare bersagli farmacologici indipendenti dalla malattia?
- Cosa pensi dell'uso di reti di neuroni derivate da iPSC per studiare le malattie del cervello?
Articoli correlati
Immagini cerebrali spiegano il PTSD nei soccorritori del WTC
Nuove ricerche con scansioni cerebrali mostrano differenze strutturali nei soccorritori del World Trade Center con PTSD. I dati provengono dai programmi sanitari WTC e includono analisi basate sul contrasto grigio‑bianco (GWC).
Nuovo strumento a luce per misurare le cellule cerebrali
Ricercatori hanno sviluppato CaBLAM, uno strumento che usa la bioluminescenza per registrare l'attività dentro cellule cerebrali viventi. Permette registrazioni di ore senza luce esterna e funziona in modelli animali come topi e zebrafish.
Recettore del glutammato mGlu5 è più basso nei cervelli autistici
Uno studio ha trovato una minore disponibilità del recettore mGlu5 nel cervello di adulti autistici. Ricerca con PET, MRI ed EEG suggerisce uno squilibrio tra segnali eccitatori e inibitori e apre la strada a nuovi studi.
L'ora del giorno può influenzare la chemioterapia per il glioblastoma
Ricerca mostra che il momento della somministrazione del farmaco temozolomide può cambiare la risposta nel glioblastoma. L'attività dell'enzima MGMT e la metilazione variano durante la giornata e possono influenzare diagnosi e trattamento.
Metabolismo tumorale e farmaci per PRMT5
Ricercatori mostrano come il metabolismo dei tumori influenzi l’efficacia dei farmaci che prendono di mira PRMT5. Hanno sviluppato una sonda NanoBRET, CBH-002, per misurare il legame del farmaco alla forma di PRMT5 legata al metabolita MTA.