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Persone con degenerazione maculare stimano l'arrivo delle auto — Livello B2 — Two young women experiencing virtual reality together.

Persone con degenerazione maculare stimano l'arrivo delle autoCEFR B2

6 dic 2025

Adattato da Kat Cosley Trigg - Rice, Futurity CC BY 4.0

Foto di Vitaly Gariev, Unsplash

Livello B2 – Intermedio-avanzato
6 min
320 parole

Un team multidisciplinare ha studiato come le persone con degenerazione maculare legata all'età (AMD) stimano il tempo di arrivo di veicoli in avvicinamento. Lo studio, che prosegue il lavoro di Patricia DeLucia sulla percezione di collisione, ha confrontato adulti con AMD e adulti con visione normale usando una simulazione in realtà virtuale.

Il sistema univa segnali visivi a suoni realistici di automobili e si basava su un allestimento sviluppato da Daniel Oberfeld alla Johannes Gutenberg University Mainz. In ogni prova un veicolo si avvicinava e i partecipanti dovevano premere un pulsante quando ritenevano che l'auto avrebbe raggiunto la loro posizione. Il progetto ha coinvolto centri negli Stati Uniti e in Europa ed è stato finanziato dal National Eye Institute dei National Institutes of Health.

I ricercatori testavano due ipotesi principali: che le persone con visione centrale compromessa si affidassero maggiormente al suono e che la combinazione di vista e suono producesse un vantaggio rispetto alla sola vista. I risultati hanno contraddetto in parte queste aspettative: gli adulti con AMD hanno mostrato prestazioni molto simili a quelle con visione normale, hanno continuato a utilizzare l'informazione visiva e hanno combinato vista e udito quando entrambi i segnali erano disponibili. Non si è osservato un vantaggio multimodale in nessuno dei due gruppi.

Lo studio ha inoltre evidenziato scorciatoie euristiche: veicoli più rumorosi e veicoli più grandi venivano giudicati arrivare prima. Questi effetti sono apparsi leggermente più frequenti nel gruppo con AMD, ma l'entità era piccola. Gli autori sottolineano che misure cliniche come l'acuità visiva non sempre predicono la prestazione nel mondo reale e avvertono dal generalizzare, dato che lo scenario VR era semplice (un solo veicolo su una corsia). Propongono come passi successivi test con più veicoli, variazioni di velocità e veicoli elettrici più silenziosi. I ricercatori sperano che i risultati guidino studi futuri sulla mobilità, la riabilitazione e la sicurezza per le persone con disabilità visiva. Fonte: Rice University; apparso su Futurity.

Parole difficili

  • multidisciplinareche coinvolge esperti di discipline diverse
  • degenerazioneperdita progressiva della funzione di una parte
  • realtà virtualeambiente simulato creato da computer
  • multimodaleche combina segnali di vari sensi
  • euristicoregola pratica semplice per giudicare
    euristiche
  • acuitàgrado della capacità visiva di vedere
  • simulazioneriproduzione artificiale di una situazione reale

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Domande di discussione

  • Perché gli autori sottolineano che misure cliniche come l'acuità visiva non sempre predicono la prestazione nel mondo reale?
  • Quali modifiche allo scenario VR proporresti per rendere i test più realistici per le persone con disabilità visiva?
  • In che modo l'aumento di veicoli elettrici più silenziosi potrebbe influire sulla sicurezza delle persone con perdita visiva?

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