Lo scorso dicembre è stato il più caldo mai registrato per lo stato di Washington. L'inverno è stato finora relativamente mite e, nei giardini, molte piante mostrano piccoli boccioli già a febbraio.
Takato Imaizumi è professore di biologia all'Università di Washington e studia i geni che le piante usano per seguire i cambiamenti stagionali. Ha spiegato come le piante "sanno" quando fiorire e ha detto che un inverno più caldo potrebbe cambiare il calendario della fioritura. Il testo disponibile però non riporta dettagli sulle sue conclusioni.
Parole difficili
- registrare — misurare e conservare un dato nel temporegistrato
- mite — con temperature non molto fredde
- bocciolo — piccola parte della pianta prima del fioreboccioli
- gene — parte del DNA che controlla caratteristichegeni
- stagionale — collegato a una stagione dell'annostagionali
- calendario — ordine o programma di eventi nel tempo
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Nel tuo giardino vedi boccioli a febbraio?
- Cosa pensi succeda se gli inverni diventano più caldi per le piante?
- Ti interessa sapere come le piante capiscono quando fiorire? Perché?
Articoli correlati
Variabilità della decomposizione del carbonio nel suolo negli Stati Uniti
Uno studio su campioni di suolo mostra che il tasso base di decomposizione del carbonio varia molto negli Stati Uniti. I ricercatori hanno misurato proprietà del suolo, usato apprendimento automatico e prodotto mappe regionali.
Cellule piccole aiutano le mangrovie a resistere al sale
Una ricerca su mangrovie mostra che cellule più piccole e pareti cellulari più spesse aiutano le piante a tollerare inondazioni di acqua salata. Lo studio, pubblicato su Current Biology, analizza l'evoluzione di questi tratti.
Pinguini usati per monitorare le PFAS in Patagonia
Ricercatori hanno applicato anelli in silicone a pinguini di Magellano lungo la costa patagonica per rilevare PFAS, comprese sostanze di sostituzione come GenX. Il metodo è minimamente invasivo e aiuta a tracciare inquinamento in acque remote.