Uno studio guidato dalla Washington University School of Medicine di St. Louis, parte del Team PROSPECT in Cancer Grand Challenges, ha analizzato dati da grandi coorti britanniche e statunitensi. Gli autori hanno calcolato l'"age gap", cioè la differenza tra età biologica ed età cronologica, usando misure come PhenoAge, il Klemera-Doubal Method e un indice metabolomico.
I risultati mostrano differenze generazionali: nel Regno Unito le persone nate tra il 1965 e il 1974 avevano un invecchiamento sistemico superiore rispetto a chi era nato tra il 1950 e il 1954; negli Stati Uniti le persone nate tra il 1990 e il 1999 mostravano un aumento ancora più marcato rispetto a coorti precedenti. Un invecchiamento sistemico più elevato è associato a un rischio maggiore di tumori solidi ad esordio precoce.
Gli autori collegano anche l'invecchiamento di specifici organi a certi tumori, per esempio il sistema immunitario al cancro del polmone e il tessuto adiposo al cancro colorettale. I risultati potrebbero orientare strategie di prevenzione e diagnosi.
Parole difficili
- coorte — gruppo di persone studiato insieme nel tempocoorti
- età biologica — età che riflette lo stato di salute reale
- età cronologica — numero di anni dalla data di nascita
- invecchiamento — processo di cambiamento del corpo con l'etàinvecchiamento sistemico
- metabolomico — relativo ai piccoli prodotti del metabolismo misurati
- prevenzione — azioni per evitare malattie o scoprirle presto
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Come potrebbero cambiare le strategie di prevenzione nella tua comunità se l'invecchiamento sistemico aumentasse nelle generazioni più giovani?
- Quali abitudini personali pensi possano influire sull'età biologica di una persona? Spiega brevemente.
- Gli autori collegano l'invecchiamento di organi specifici a certi tumori. In che modo questa informazione potrebbe aiutare nella diagnosi precoce?
Articoli correlati
Pressione sul cervello avvia l'autodistruzione dei neuroni
Ricercatori della Notre Dame mostrano che la compressione cronica del cervello, come quella di un glioblastoma, attiva segnali di morte cellulare e infiammazione nei neuroni, contribuendo a deficit sensoriali, motori e cognitivi.
Un esame del sangue nei cani può prevedere la risposta al linfoma
Uno studio su cani con linfoma ha trovato segnali nel sangue che predicono la risposta al trattamento. I ricercatori hanno identificato geni legati a una sopravvivenza migliore o peggiore e hanno messo a punto un semplice test.
Nuove scoperte sul cancro del pancreas e il sistema immunitario
Ricercatori hanno trovato che il gene Dec2 aiuta le cellule tumorali del pancreas a nascondersi dalle cellule T. Lo studio indica che il ritmo circadiano e il momento della somministrazione possono influire sulle terapie immunitarie.
Programma virtuale aiuta pazienti con linfoma in chemioterapia
Uno studio LIFE-L mostra che un programma virtuale di dieta ed esercizio può aiutare pazienti con linfoma a restare in trattamento e ridurre i sintomi. I risultati sono stati presentati all’American Society of Hematology da Melissa Lopez.