La ricerca condotta all'University of Texas at Austin indica che i capelli umani possono registrare l'esposizione a sostanze chimiche su scala di giorni, settimane e mesi. I capelli crescono lentamente e ogni mezzo pollice di ciocca corrisponde a circa un mese di storia chimica, perciò possono ricostruire linee temporali che sangue o urine non catturano.
Il progetto è nato quando una studentessa ha testato una ciocca nel laboratorio del docente che teneva il corso di chimica dell'aria interna. Riscaldando i filamenti sono state rilasciate molecole che uno spettrometro di massa ha identificato in tempo reale. Questo approccio evita la macinazione e l'estrazione chimica richieste dalle analisi convenzionali.
Analizzando ciocche donate, il gruppo ha rilevato oltre 1.000 composti, inclusi ftalati e residui del fumo di sigaretta. Lo studio sottolinea che molta esposizione avviene in ambienti chiusi e propone misure pratiche e ingegneristiche per migliorare la qualità dell'aria interna.
Parole difficili
- registrare — memorizzare informazioni su un evento o dato
- esposizione — contatto con una sostanza o agente esternol'esposizione
- sostanza — materiale con proprietà chimiche definitesostanze
- ciocca — ciuffo di capelli preso come campione
- spettrometro di massa — strumento che identifica molecole per massa
- estrazione — separare e isolare sostanze da un materialeestrazione chimica
- composto — sostanza formata da due o più elementicomposti
- ambiente — luogo interno dove le persone stannoambienti chiusi
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Pensi che sia utile usare i capelli per monitorare l'esposizione chimica? Perché sì o perché no?
- Quali misure pratiche o ingegneristiche potresti suggerire per migliorare la qualità dell'aria interna nella tua casa o in ufficio?
- Preferiresti fare un test con i capelli o con il sangue/urine per conoscere l'esposizione su un lungo periodo? Spiega la tua scelta.
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