Una nuova ricerca, pubblicata su Social Forces e parzialmente finanziata dal National Institutes of Health (NIH), mostra che la bassa fertilità ha contribuito in modo misurabile alla riduzione del divario retributivo tra donne e uomini negli Stati Uniti. Gli autori stimano che otto percento del restringimento del gap salariale dipenda dal fatto che le donne hanno avuto meno figli.
Lo studio si basa su un ampio dataset nazionale che mette in relazione la dimensione delle famiglie e i guadagni nel tempo. I dati indicano che la media dei figli è scesa da 2.4 a metà degli anni Ottanta a 1.8 nel 2000, e nello stesso arco temporale la retribuzione oraria femminile è passata dal 65% circa all'85% rispetto a quella maschile.
Secondo gli autori, gran parte dell'effetto deriva dai cambiamenti nei modelli di lavoro legati alla genitorialità: diventare madre spesso comporta una perdita salariale perché molte donne interrompono il lavoro o riducono le ore, mentre diventare padre è associato a un aumento dei guadagni. Ritardare o rinunciare ai figli ha permesso ad alcune donne di mantenere continuità occupazionale e di accedere a lavori con competenze più elevate, un cambiamento strutturale con implicazioni economiche per le generazioni future.
Alexandra (Sasha) Killewald, professore di ricerca all'Institute for Social Research dell'University of Michigan, avverte che un aumento delle nascite tenderebbe ad allargare il gap salariale se non si trovano modi per ridurre il «motherhood wage penalty». Tra le proposte vi sono investimenti pubblici in servizi di cura per l'infanzia di qualità e a prezzi accessibili, politiche che favoriscano una maggiore partecipazione dei padri alla cura e misure per ridurre le ore di lavoro molto lunghe, come limiti allo straordinario obbligatorio o una settimana lavorativa standard più corta. I responsabili politici devono bilanciare il diritto a decidere il numero e il momento dei figli con la garanzia di pari opportunità di lavoro e genitorialità per entrambi i sessi.
- Investimenti in servizi di cura per l'infanzia.
- Misure per favorire la partecipazione dei padri.
- Riduzione delle ore di lavoro molto lunghe.
Parole difficili
- fertilità — numero medio di figli per donna
- divario retributivo — differenza nei salari tra donne e uomini
- retribuzione oraria — soldi guadagnati per ogni ora di lavoro
- continuità occupazionale — mantenere lo stesso lavoro senza interruzioni
- partecipazione dei padri — coinvolgimento dei padri nella cura dei figli
- investimento — uso di denaro per progetti o serviziInvestimenti
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Domande di discussione
- Quali benefici concreti potrebbero derivare dagli investimenti in servizi di cura per l'infanzia, secondo l'articolo?
- In che modo una maggiore partecipazione dei padri alla cura potrebbe influire sulla carriera delle donne?
- Come possono i responsabili politici bilanciare il diritto a decidere il numero dei figli con la garanzia di pari opportunità di lavoro?
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