Un team guidato da Terry Hunt della Scuola di Antropologia dell’Università dell’Arizona ha creato il primo modello digitale 3D di Rano Raraku, la cava principale di Rapa Nui dove i Rapanui scolpirono i moai. La cava contiene quasi 1,000 statue e il modello registra la posizione, le dimensioni e l’orientamento di ciascuna.
Il lavoro è nato da riprese con droni che hanno prodotto 11,000 immagini; poi un software di fotogrammetria ha ricostruito il registro 3D. Gli archeologi hanno analizzato il modello per identificare schemi e caratteristiche diffuse sul sito.
Uno studio su PLOS One indica che la produzione dei moai avvenne in circa 30 laboratori separati e suggerisce che le statue furono realizzate da tribù o clan, non da un unico sovrano. Il modello e i dati sono stati condivisi con la Comunidad Indígena Ma’u Henua e vengono usati per la conservazione.
Studenti come Caroline Keller hanno imparato a identificare i moai nelle immagini e a usare i GIS, mentre dottorandi hanno contribuito all’analisi per il monitoraggio locale.
Parole difficili
- cava — luogo dove si estrae pietra o materiale
- modello — rappresentazione digitale o fisica di un oggettomodello digitale 3D
- fotogrammetria — tecnica che ricostruisce immagini in tre dimensioni
- schema — disposizione regolare o ripetuta di elementischemi
- tribù — gruppo umano legato da parentela e cultura
- conservazione — cura e protezione del sito e dei beni
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Perché un modello digitale 3D può essere utile per la conservazione di un sito archeologico?
- Che benefici potrebbe avere la Comunidad Indígena Ma’u Henua dal ricevere i dati e il modello?
- In che modo l'apprendimento dei GIS può aiutare gli studenti nel lavoro di monitoraggio locale?
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