Dopo il colpo di stato militare del 2021 in Myanmar sono nate nuove reti di supporto per chi è fuggito dal paese. Exile Hub, partner di Global Voices, è emerso in risposta al rovesciamento del potere e si concentra sull'empowerment di giornalisti e difensori dei diritti umani provenienti dal Myanmar.
Elizabeth è cresciuta nel Myanmar centrale e da giovane amava i romanzi fantasy cinesi; sua zia gestiva un piccolo negozio di noleggio libri. Durante gli studi di medicina ha avviato un blog dove pubblicava poesie d'amore e brevi pezzi di "edutainment" su temi pratici, come l'importanza di lavarsi le mani o di indossare il casco da moto. Si è laureata nel 2012 all'University of Medicine e poi si è specializzata in cardiologia interventistica.
Quando l'esercito ha preso il potere nel 2021, Elizabeth si è rifiutata di lavorare sotto la giunta e ha trasmesso in diretta messaggi per incoraggiare altri operatori sanitari a resistere. Le autorità l'hanno accusata ai sensi della Sezione 505(a) del Codice Penale per "diffusione di notizie false" e "istigazione a disordini". Ha passato circa un anno nascosta in villaggi remoti e nel 2022 ha attraversato il confine fino a Mae Sot, in Thailandia.
In esilio la sua visione della società è cambiata: il femminismo le ha "aperto gli occhi" perché ha dato un nome a sistemi invisibili che limitano le donne. La musica è diventata per lei uno strumento di cura e di organizzazione; ha scritto canzoni che mescolano dolore e forza, una delle quali è entrata nella Blood Money Campaign, mentre un'altra, "Tattoo Revolution", è stata trasmessa su NUG Radio. A Mae Sot ha partecipato a sessioni di benessere e si è collegata con donne in esilio sostenute da Exile Hub. Durante una Feminist Residency e grazie a un Feminist Storytelling Grant sta creando The Phoenixes, una serie di video musicali che celebra le donne birmane in esilio; il progetto le ha dato spazio per cantare, perfezionare la musica e aiutare le amiche a inseguire i loro sogni. Oggi continua a curarsi attraverso il ritmo, la resistenza e una speranza radicale.
Parole difficili
- colpo di stato — presa violenta del potere politicocolpo di stato militare
- esilio — stato di chi vive lontano dal paese
- giunta — governo militare che prende il controllo
- diffusione — azione di rendere qualcosa pubblica
- istigazione — incitamento a compiere azioni collettive o violente
- resistere — opporsi a pressione o autorità senza arrendersi
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- In che modo progetti come The Phoenixes possono aiutare le donne birmane in esilio a ricostruire la propria identità?
- Quali rischi e quali benefici comporta per i professionisti fuggiti dal paese partecipare a reti di supporto come Exile Hub?
- Perché la musica e le attività di benessere possono essere importanti per chi ha vissuto violenza politica o esilio?
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