In provetta ricercatori hanno prodotto una proteina che lega il calcio. Questa proteina forma una rete fibrosa che si contrae quando riceve calcio. L'idea è simile a quella dei ciliati, che usano un impulso di calcio per contrarsi molto velocemente.
Per controllare dove arriva il calcio, il gruppo ha usato una molecola che trattiene il calcio fino a quando la luce la rompe. Proiettando disegni luminosi, la rete si è assemblata e contratta seguendo quei motivi. Ripetendo brevi impulsi di luce, i ricercatori hanno ottenuto più cicli di assemblaggio e contrazione.
Parole difficili
- provetta — contenitore di vetro usato in laboratorio
- proteina — macromolecola del corpo con funzioni diverse
- rete — insieme di filamenti collegati tra loro
- contrarre — rimpicciolirsi o stringersi per fare movimentosi contrae
- impulso — segnale rapido che causa una reazioneimpulsi
- trattenere — tenere qualcosa vicino o fermotrattiene
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Ti sembra utile una rete che si contrae con la luce? Perché?
- Come useresti una molecola che trattiene il calcio fino a quando la luce la rompe?
- Preferisci esperimenti in provetta o con organismi vivi? Perché?
Articoli correlati
Intelligenza artificiale per la salute sessuale in America Latina
Gruppi in Perù e Argentina usano intelligenza artificiale per dare informazioni su salute sessuale e riproduttiva, con progetti per giovani e comunità marginalizzate. Esperti avvertono però rischi per le persone transgender e chiedono regole e dati migliori.
Punto di svolta meccanico nella fibrosi
Scienziati di Washington University in St. Louis e Tsinghua University hanno scoperto un 'punto di svolta' meccanico che spiega perché la fibrosi progredisce a salti. Il lavoro è pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Tubi metallici che non affondano
Ricercatori della University of Rochester hanno creato tubi di alluminio trattati che restano vuoti d'acqua grazie a una superficie superidrofobica. Il metodo, pubblicato su Advanced Functional Materials, può aiutare navi, boe e piattaforme galleggianti.