Una ricerca pubblicata su PNAS Nexus, coautrice Marc Jacob dell'University of Notre Dame, analizza perché alcuni legislatori ricorrono ad attacchi personali nelle comunicazioni pubbliche. Il team è del Polarization Research Lab e ha studiato il 118th US Congress (3 gennaio 2023 - 3 gennaio 2025).
I ricercatori hanno collegato un grande insieme di dichiarazioni pubbliche a dati sulla copertura mediatica, sul finanziamento delle campagne e sui risultati elettorali. Hanno usato un modello linguistico per distinguere i dibattiti sulle politiche dagli attacchi personali.
Risultati chiave: gli attacchi portano più attenzione mediatica ma non sono associati a più donazioni, margini di voto migliori o maggior successo legislativo. Gli attaccanti co-sponsorizzano meno leggi e ricevono meno incarichi in commissioni. Gli autori avvertono che l'economia dell'attenzione può indebolire le norme democratiche e invitano a cambiare gli incentivi dei media e dei partiti.
Parole difficili
- ricerca — studio scientifico che analizza dati e fenomeni
- legislatore — persona eletta che crea o modifica leggilegislatori
- attacco — commento personale che critica un avversarioattacchi personali
- copertura mediatica — attenzione e notizie dei media su un evento
- modello linguistico — sistema che usa testo per analizzare linguaggio
- donazione — soldi dati a una campagna o personadonazioni
- incentivo — ragione o vantaggio che spinge ad agireincentivi
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Perché, secondo te, i media danno più attenzione agli attacchi personali?
- Hai mai visto politici che usano attacchi personali nel tuo paese? Come reagisce il pubblico?
- Come si potrebbero cambiare gli incentivi dei media e dei partiti per ridurre gli attacchi?
Articoli correlati
Proteste a Belgrado il 28 giugno: media, polizia e reazioni
Un'analisi di Nataša Stanojević pubblicata da ISAC e ripubblicata da Global Voices esamina la copertura mediatica e le reazioni politiche alle proteste del 28 giugno a Belgrado, con circa 140.000 partecipanti e molti arresti.