Togo: nuovo controllo sui social dopo le protesteCEFR B2
19 ott 2025
Adattato da Laura, Global Voices • CC BY 3.0
Foto di Markus Winkler, Unsplash
Le autorità togolesi hanno annunciato misure più dure per controllare la comunicazione online dopo le grandi proteste del giugno 2025, in parte organizzate o sostenute dalla diaspora. Le manifestazioni si sono diffuse soprattutto via social network e messaggistica: Facebook, YouTube, WhatsApp, Instagram, TikTok, Snapchat e X. Con oltre 9.5 milioni di abitanti e una penetrazione di internet superiore al 66.56 percento, il governo ha cercato di limitare l'attività digitale con interruzioni ripetute dell'accesso a internet.
Verso la fine di settembre alcune sospensioni si sono attenuate, ma le autorità hanno annunciato nuovi limiti sui canali usati dai cyber-attivisti. Il 3 ottobre 2025 il pubblico ministero Talaka Mawana ha detto che lo Stato aumenterà il controllo sulla «mala gestione dei social media» e ha avvertito: "Chiunque produca, riproduca, diffonda, pubblichi o condivida contenuti su una piattaforma digitale al di fuori del quadro giuridico esistente sarà perseguito penalmente senza clemenza né compromessi." Ha aggiunto che anche chi "mette mi piace" o commenta contenuti illeciti potrebbe essere perseguito, perché la legge impone la denuncia dei reati.
Il pubblico ministero ha citato come basi legali il nuovo Codice Penale, il Codice dell'Infanzia, la Legge sulla cybersicurezza e sui crimini informatici, il Codice della Stampa e della Comunicazione e la Legge sulla Protezione dei Dati Personali. Il 7 ottobre l'Alta Autorità per l'Audiovisivo e la Comunicazione (HAAC) ha esteso l'avvertimento a giornalisti e testate, invitando a verificare le fonti e a preservare dignità e ordine pubblico. HAAC ha elencato comportamenti da evitare:
- violazioni della privacy
- attacchi alla reputazione
- istigazione all'odio e esaltazione di reati
- commenti offensivi e divulgazione di segreti di difesa
Organizzazioni come Freedom House hanno rilevato forti limiti all'espressione nel 2024 e nel 2025, e figure della società civile in Togo parlano di censura. Emmanuel Elolo Agbenonwossi ha avvertito che le punizioni da sole aumenteranno la sfiducia e porteranno a più account falsi, e ha chiesto più educazione per i cittadini. L'approccio togolese si inserisce in una tendenza regionale, come mostra il caso della Costa d'Avorio di luglio 2025, e resta poco chiaro come le autorità ridurranno l'attività online o applicheranno le nuove regole in pratica.
Parole difficili
- diaspora — comunità di persone originarie che vivono all'estero
- penetrazione — percentuale di persone che usano internet
- interruzione — sospensione temporanea di un servizio o attivitàinterruzioni
- perseguire — intraprendere azioni legali contro una personaperseguito
- clemenza — riduzione o rinuncia alla punizione ufficiale
- censura — limitazione o controllo della libertà di espressione
- divulgazione — rendere pubbliche informazioni prima riservate
- istigazione — incitazione a compiere atti o comportamenti violenti
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Quali effetti concreti potrebbero avere le interruzioni ripetute dell'accesso a internet sulla vita quotidiana e sull'economia del paese?
- L'articolo riporta che punizioni severe possono aumentare la sfiducia e creare account falsi. Quali misure alternative, oltre all'educazione, potrebbero ridurre l'attività illecita online secondo te?
- Come bilanceresti la sicurezza nazionale e la libertà di espressione quando si regolano i social media? Fai esempi concreti tratti dall'articolo.
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