Le Olimpiadi invernali del 2026 arriveranno con più dati e tecnologie rispetto al passato. Squadre e ricercatori stanno adottando nuovi metodi per studiare la prestazione atletica e migliorare l’allenamento.
Scienza dei dati, visione artificiale e tecnologie indossabili sono le principali tecnologie indicate dagli esperti. Analisi sofisticate operano in modo discreto mentre gli atleti si preparano e gareggiano; i dati aiutano a trovare schemi nei movimenti e nella prestazione.
Anche la copertura televisiva cambia: visualizzazioni chiare e dati accessibili aiutano il pubblico a capire meglio le differenze tra le prestazioni. Non è ancora certo quanto rapidamente tutte le squadre e le emittenti adotteranno questi strumenti e ci sono domande su equità e accesso.
Parole difficili
- prestazione — Risultato o livello in una gara o attivitàprestazioni
- scienza dei dati — Studio dei dati per trovare informazioni utili
- visione artificiale — Tecnologia che permette ai computer di analizzare immagini
- tecnologia indossabile — Dispositivo che le persone portano addossotecnologie indossabili
- equità — Trattamento giusto e uguale per tutte le persone
- copertura televisiva — Trasmissione delle gare e informazioni in televisione
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Pensi che sia giusto che tutte le squadre abbiano le stesse tecnologie? Perché?
- Usi o conosci tecnologie indossabili per lo sport? Descrivi brevemente.
- Come potrebbero i dati aiutare il tuo allenamento personale?
Articoli correlati
Intelligenza artificiale per la salute sessuale in America Latina
Gruppi in Perù e Argentina usano intelligenza artificiale per dare informazioni su salute sessuale e riproduttiva, con progetti per giovani e comunità marginalizzate. Esperti avvertono però rischi per le persone transgender e chiedono regole e dati migliori.
Tubi metallici che non affondano
Ricercatori della University of Rochester hanno creato tubi di alluminio trattati che restano vuoti d'acqua grazie a una superficie superidrofobica. Il metodo, pubblicato su Advanced Functional Materials, può aiutare navi, boe e piattaforme galleggianti.