Un team della Texas A&M University, guidato da Akhilesh Gaharwar con i collaboratori Duncan Maitland e Taylor Ware, sta sviluppando bende emostatiche iniettabili per trattare emorragie gravi. Il progetto è finanziato dal Department of Defense e dalla National Science Foundation, e due articoli su Advanced Science e Advanced Functional Materials riportano una riduzione del tempo di sanguinamento di quasi il 70%.
La ricerca si concentra su emorragie interne profonde dove la compressione non è possibile. Normalmente il sangue coagula in sei o sette minuti; i ricercatori dicono che i nuovi materiali portano la coagulazione a uno o due minuti. Per evitare infezioni, il gruppo ha creato particelle sintetiche di nanosilicato.
Una sfida è mantenere le particelle nel sito della ferita: polveri e paste possono essere lavate via, mentre particelle troppo piccole rischiano di causare coaguli e embolia. Per risolvere il problema sono state proposte due soluzioni che sigillano la ferita e trattengono le particelle. Lo studente Saptarshi Biswas ha manipolato i campioni e Gaharwar osserva che l'adozione in kit di pronto soccorso e militari potrebbe salvare molte vite, con un possibile risparmio del 30-40% delle vittime di shock emorragico.
Parole difficili
- emorragia — perdita abbondante di sangue dal corpoemorragie
- iniettabile — che si può introdurre con un'iniezioneiniettabili
- coagulazione — processo in cui il sangue diventa solido
- nanosilicato — particelle molto piccole usate per evitare infezioni
- sigillare — chiudere una apertura per fermare perditesigillano
- embolia — ostruzione di un vaso sanguigno da particelle
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Pensi che queste bende possano salvare vite in situazioni militari? Perché?
- Quali vantaggi e rischi vedi nell'uso di particelle sintetiche nelle ferite profonde?
- Come cambierebbe il pronto soccorso se il tempo di coagulazione scendesse a uno o due minuti?
Articoli correlati
Molte persone che muoiono per suicidio non sono depresse
Uno studio genetico suggerisce che molte persone morte per suicidio non mostrano diagnosi di depressione o segnali noti. I ricercatori hanno confrontato dati genetici e avvertono che solo lo screening per la depressione potrebbe non bastare.
Mancato accesso alle tecnologie assistive nel mondo
Un rapporto WHO e UNICEF lanciato il 16 maggio mostra che quasi un miliardo di persone, tra cui bambini e anziani, non ha accesso agli ausili necessari. Il bisogno globale crescerà entro il 2050 a causa dell'invecchiamento e delle malattie.