Artisti, giornalisti e operatori culturali in Australia hanno lanciato la campagna Stop AI Theft perché dicono che strumenti di intelligenza artificiale usano le loro opere senza permesso. Questo comportamento, sostengono, riduce commesse e reddito per i creativi e crea copie troppo simili agli originali.
A luglio 2024 la MEAA ha chiesto cambiamenti di legge per dare più diritti ai creatori. Tra le richieste ci sono: permettere alle persone di escludere le proprie opere dall'addestramento dell'AI, obbligare le aziende a pagare per i contenuti usati e introdurre regole di trasparenza sui materiali usati per addestrare i modelli.
Parole difficili
- intelligenza artificiale — programmi che apprendono e risolvono problemi
- commessa — lavoro o ordine pagato per un artistacommesse
- addestramento — processo per insegnare dati a un modello
- trasparenza — chiarezza sulle informazioni e sui processi
- escludere — non permettere qualcosa di essere usato
- obbligare — rendere necessario fare qualcosa per legge
Suggerimento: passa il mouse o tocca le parole evidenziate nell’articolo per vedere definizioni rapide mentre leggi o ascolti.
Domande di discussione
- Sei d'accordo che le opere debbano essere escluse dall'addestramento dell'AI? Perché?
- Come potrebbero le aziende essere più trasparenti sui materiali usati per addestrare i modelli?
Articoli correlati
Bambini in Camerun imparano programmazione e robotica
Durante le vacanze estive molte famiglie in Camerun iscrivono i figli a corsi di programmazione, robotica e intelligenza artificiale. I campi estivi includono dimostrazioni, progetti pratici e avviano club tecnologici nelle scuole.
Previsioni del monsone in India potenziate dall'intelligenza artificiale
Strumenti di intelligenza artificiale hanno migliorato le previsioni del monsone in India, aiutando 38 milioni di agricoltori con modelli come NeuralGCM. Il progetto può estendersi a molti altri paesi e formare meteorologi locali.
Condanna di due avvocati pakistani per post sui social
Due avvocati per i diritti umani in Pakistan sono stati condannati dopo un processo rapido legato a post sui social che denunciavano abusi militari. La sentenza e l'arresto hanno suscitato proteste di organizzazioni internazionali.